CHUT
un progetto di Fanny De Chaillé
interpretazione Grégoire Monsaingeon
installazione visiva Nadia Lauro
Martedì 29 settembre 2015 ore 19:30
Moncalieri, Fonderie Lilmone Sala Grande
Debutta in prima nazionale Chut di Fanny de Chaillé, uno spettacolo visionario in cui la danza si muove dentro la scenografia in una sorta di gioco fiabesco e ambiguo in cui si cade, si annaspa, ci si aggrappa a tutto. La performance si iscrive nell’ambito della collaborazione con Espace Malraux - Scène nationale de Chambéry et de la Savoie e con La Francia in Scena.
Chut è la parola francese per dire “sst!” Nel senso di “silenzio, zitti”. Ma ha anche lo stesso suono della parola chute che significa caduta, cascata, frana o naufragio.
Il punto di partenza di questo progetto della coreografa Fanny de Chaillé è un quadro di Caspar David Friedrich, Voyageur au-dessus de la mer de nuages: un uomo solo, di schiena, sulla cima di una montagna innevata, fra vette coperte di nuvole, rivolto verso il vuoto, che evoca presagi tragici.
Greìgoire Monsaingeon, danzatore, solo, di fronte a uno spazio smisurato. L’immensità della montagna, la vertigine, l’equilibrio e il disequilibrio, la sensazione di claustrofobia e di silenzio si trasferiscono su una installazione visiva di Nadia Lauro. Nasce un dialogo fra lo spazio che si trasforma continuamente sotto i nostri occhi e sotto i piedi del performer alle prese con gli improvvisi cambi di peso e i problemi di bilanciamento. La sua stabilità è minacciata, la postura si fa precaria e insicura.
Dalle prime immagini romantiche, il registro si sposta sui toni della farsa e si interroga sulla fragilità umana e quella del nostro tempo proponendo cadute che diventano sempre più assurde, divertenti, epiche.
Greìgoire Monsaingeon compie movimenti progress ivamente più goffi e maldestri. Diventa un po’ come Charlie Chaplin e Buster Keaton, capaci di dare vita a personaggi malinconici
e comici che fra inciampi, passi falsi, movimenti buffi reinventano nuovi equilibri nel loro sostanziale disequilibrio, una grammatica dell’essere impacciati e disadattati, in fondo soli e in qualche modo diversi, che evoca tenerezza e la certezza di essere spesso, un po’ tutti, equilibristi o acrobati. Attenti a non inciampare, attenti a non cadere. Attenti a non fare brutta figura. Soprattutto quando qualcuno ci guarda. Col risultato di diventare ancora più maldestri.
Il corpo bascula, oscilla, ondeggia, barcolla, crolla ma lo fa sempre in modo teatrale, artificiale, esagerato, acrobatico. Gioca a farsi male ma le cadute non sono mai di quelle che possono fare male, sono piuttosto quelle che si vedono al cinema: la goffaggine si fa esplicita e colora di modi sgraziati e fallaci l’emozione del cadere che invece è una sensazione fedele al reale e quindi sincera. L’illusione teatrale si nutre anche di cose che sono letteralmente quello che sono. Senza finzione. Senza bisogno di stupire ad ogni costo.
Torinodanza 2015 è un progetto realizzato da Torinodanza festival/Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, maggior sostenitore Compagnia di San Paolo, con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione per la Cultura Torino, Fondazione Live Piemonte dal Vivo - Circuito Regionale dello Spettacolo, in partenariato con Intesa Sanpaolo e SNCF.
Fonderie Limone
Via Eduardo De Filippo angolo Via Pastrengo 88, Moncalieri
Biglietti
Intero 20 euro, ridotto 17 euro, minori di 35 anni 12 euro, minori di 14 anni 5 euro
Info
Tel. 011 5169555, www.teatrostabiletorino.it