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Agroalimentare in Piemonte - I brand che hanno fatto la storia

L’agroalimentare in Piemonte

BRAND CHE HANNO FATTO LA STORIA

25 maggio – 26 giugno 2015
Torino, atrio di Palazzo Affari

Il Consiglio regionale del Piemonte e la Camera di commercio di Torino e, con il supporto dell’Ansa, hanno deciso di dare vita al progetto “L’agroalimentare in Piemonte, brand che hanno fatto la storia”. È stato realizzato un volume che raccoglie alcuni tra i più noti e importanti marchi del settore, nati e cresciuti in Piemonte: il progetto si è svolto con una approfondita ricerca e selezione dall’archivio storico della Camera di commercio, dei marchi registrati tra il 1926 e il 1955. 
Si tratta di marchi che da un lato segnano un’epoca, dall’altro scandiscono la storia dell’economia piemontese e italiana, con l’evoluzione grafica dei marchi, che delimita anche il progredire delle tecniche di comunicazione e della psicologia dei consumatori. 
La ricerca sui marchi storici dell’industria agroalimentare piemontese si fonda sulla banca dati Matosto (Marchi torinesi nella storia), creata dalla Camera di Commercio di Torino. Con essa, il patrimonio storico dei marchi registrati presso i suoi uffici è diventato pubblico. Di fatto, si tratta dei verbali delle domande di registrazione di marchi nazionali ed internazionali risalenti al 1926. L’attività di digitalizzazione è iniziata nel 2012 e continua anno per anno. Al momento, sono archiviati i documenti fino al 16 maggio 1956 compreso. In totale, Matosto dispone di 14.787 documenti, manoscritti fino al 1936, fra i quali si annoverano 1.174 registrazioni di marchi internazionali; 5.914 risultano essere i marchi figurativi, 8.557 quelli verbali.
L’iniziativa non si esaurisce con la pubblicazione del volume e la realizzazione della mostra ma, visto che i tempi corrono e i marchi si chiamano brand, non può mancare una App con la quale si potrà navigare nella storia della simbologia agroalimentare piemontese. 
A farla da padrone sono i vermouth, da Carpano a Martini, dal Torino all’Anselmo, per arrivare fino al Cocchi e Cinzano. E pure il dolciario con Caffarel o Baratti & Milano, Pfatish, Peyrano e Venchi Unica, che ai tempi d'oro riunì sotto il marchio “Unica” anche Talmone, che registrò oltre cento marchi. Non può mancare la Nutella, nata sotto forma di pani avvolti nella carta stagnola, che si tagliava a fette ed era economica: nell’estate del 1949 la ricetta venne ritoccata e l’impasto reso più cremoso; dopo due anni venne lanciato un nuovo prodotto, la Supercrema, che venne confezionata in barattoli e venduta come crema spalmabile. 
Un tempo le marche e i simboli erano tantissimi. I designer, che tutti chiamavano tranquillamente disegnatori, affrescavano sogni rimasti indelebili nella mente di generazioni, diventando simboli di un’Italia e di un Piemonte che crescevano e che mettevano a frutto il proprio patrimonio di gastronomia e di organizzazione industriale, unendoli in imprese di successo.

 


 

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