I SEGRETI DI MILANO
L’Arialda e La Maria Brasca
dal ciclo di Giovanni Testori
12-13 maggio 2015
Moncalieri, Fonderie Limone
All'interno delle iniziative previste per Expo 2015, la Fondazione del Teatro Stabile di Torino realizzerà un progetto, a cura di Valter Malosti, con gli allievi dell’ultimo anno della nostra Scuola per Attori, basato sul ciclo de I segreti di Milano di Giovanni Testori. Un grande e ruvido affresco in cui l’autore seppe raccontare, con straordinaria incisività e poesia, l’anima della periferia milanese negli anni del boom economico, a cavallo fra gli anni Cinquanta e Sessanta, in un momento delicatissimo di transizione della storia italiana.
L’autore, definito da Giovanni Raboni “il più instancabile sperimentatore della letteratura italiana di questi ultimi decenni”, racconta, con una sorta di poesia concretissima, le storie di chi – soprattutto i giovani, votati a definire il proprio destino – lotta per affermarsi tra strade di periferia, cavalcavia, ponti, prati, umili e spoglie stanze d’appartamento, palestre, osterie, bar e balere. Amori scomodi, legami torbidi e complessi, strazianti voglie d’amore, vertiginose incrinature emotive aleggiano sulle vite di questi giovani protagonisti.
Nel 1958 uscì e ottenne un significativo successo popolare Il ponte della Ghisolfa, primo volume di questo ciclo testoriano. Da questa raccolta di racconti e dalla successiva (La Gilda del Mac Mahon, 1959) Luchino Visconti trarrà ispirazione e molto materiale (molto più dei contributi dichiarati, lo dicono attenti studi recenti) per il giustamente acclamato film Rocco e i suoi fratelli.
Il terzo e il quarto tomo de I segreti di Milano uscì in forma di teatro: una commedia, La Maria Brasca (1960) e un dramma, L'Arialda (1960). Quest’ultimo testo segnerà una nuova “scandalosa” collaborazione con Luchino Visconti, che diresse Paolo Stoppa e Rina Morelli in uno spettacolo bloccato dalla retriva censura italiana, che per la “turpitudine e trivialità dei fatti considerati dal suo autore, si rivela grandemente offensivo del comune senso del pudore”. La vicenda si risolse con l’assoluzione di autore e editore, ma fotografa bene il clima dell’epoca (ricordiamo in quest’ottica anche le decine di processi intentati a Pasolini).
Il ciclo, che era invece inteso come un disegno aperto ad infinitum, si chiuse bruscamente con il quinto volume, il romanzo Il Fabbricone (1961).
Malosti ha creato una drammaturgia che unisce i due testi del ciclo scritti per il teatro (L’Arialda e La Maria Brasca), dopo un lungo percorso di studio sull’intero corpo di scritti de “I Segreti”, arricchito dallo studio della componente legata all’arte visiva intimamente connessa all’autore che ha portato gli allievi attori a contatto con i capolavori della rinnovata Sabauda, di Palazzo Madama e del Sacro Monte di Varallo sotto la guida di Giovanni Agosti.
Recite
Martedì 12 maggio ore 19:30, mercoledì 13 maggio ore 20:45
Info
www.teatrostabiletorino.it
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti