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Precious Light - Personale di David Mach

PRECIOUS LIGHT

Personale di David Mach


23 aprile – 28 giugno 2015

Torino, Promotrice Belle Arti

 

LocandinaPresentata nel 2011 al Palazzo delle Arti di Edimburgo in occasione del 400° anniversario della pubblicazione della Bibbia di Re Giacomo e nel 2012 in Irlanda al Galway Art Festival, Precious Light giunge per la prima volta in Italia. 

La mostra è il frutto di tre anni di lavoro che trae ispirazione dalla Bibbia. Più di 15 persone hanno lavorato insieme all’artista per realizzare sessantaquattro grandi collage, la cui dimensione arriva a raggiungere i sette metri di lunghezza, oltre alle monumentali sculture alte quasi 5 metri, come Golgota. Una straordinaria epopea contemporanea. Una proposta ricca di pathos, in cui la narrazione biblica, apocalittica e colossale, non è una semplice citazione, ma un travolgente racconto del contemporaneo, dei suoi drammi e delle sue speranze. 

Attraverso la rappresentazione delle scritture sacre, utilizzando immagini tratte dai mass media, luoghi e persone reali estratti da riviste, giornali, televisioni e pubblicità, Mach affronta le emergenze politico-sociali odierne con un linguaggio al contempo attuale e classico, poetico e tragico. Particolarmente impressionato dal bombardamento mediatico di informazioni al quale siamo sottoposti quotidianamente Mach definisce la nostra come un’epoca di “conoscenza”, nel senso che non esiste più nulla di cui ci è concesso non venire a conoscenza. “Ci vengono mostrati dettagli ridicoli e intimi di vite private: mentre ceniamo possiamo vedere in diretta scene dall’Afghanistan, dall’Iraq e dalla Libia… Siamo bombardati da reportage approfonditi su ogni sorta di accadimenti drammatici e siamo spettatori di terribili tragedie di paesi e città che vengono sommersi dalle onde smisurate e inquinate degli tsunami”. Ma tutto ciò non pare infastidire l’uomo contemporaneo, anzi scatena una sorta di “ingordigia” che fa sì che i nostri televisori siano sempre più grandi e che le stesse immagini siano viste e riviste, sino a raggiungere milioni di visualizzazioni, sul web. Sono proprio queste immagini ciò che costituisce il materiale delle enormi e suggestive installazioni di David Mach, il mondo da cui derivano i suoi input visivi che confluiscono nelle grandiose opere murali. 

L’atto di ridurre tutta questa bulimica abbuffata di immagini in figurine singole, utilizzate per ricreare il mondo, gli consente di custodire e applicare i propri filtri, di mantenere la propria opinione, l’individualità, e una visione più consapevole sul mondo che lo circonda. È questa la visione che Mach ha traslato in questo imponente lavoro sulla Bibbia. Come egli stesso ammette, l’idea di occuparsi delle raffigurazioni bibliche dapprima l’aveva intimorito, spingendolo a chiedersi come avrebbe mai potuto rendere giustizia ad un tema così universale. 

La mostra è composta da sessantaquattro collage in cui sono rappresentati alcuni episodi biblici; nell’avanzare del progetto prende forma l’esigenza di ambientare le diverse scene in luoghi differenti e reali: lo sfondo di Daniele nella Fossa è Seattle, mentre la Piaga delle Rane si svolge a Belfast e l’Arca di Noè, l’opera che ha dato l’abbrivio a tutto il progetto, a Edimburgo. Mentre le serie Inferno e Paradiso sono ambientate a Istanbul, Parigi, Tokyo, Pittsburgh, Atene, L’Avana, Disneyland e Dublino. 

Mach nella Bibbia rinviene i temi universali dell’umanità: passione, gioia, paura, odio, disastri, lussuria, carestie, sesso, assassini, omicidi, malattie, vendetta, miracoli e molto altro; temi che sempre albergano nell’animo e nella storia, ed è per questo che nell’inserire figure tratte dall’attualità rinnova temi antichi, li eleva a storia recente e perenne. 

Con quest’escamotage quasi dantesco l’artista attualizza i racconti della Bibbia nei suo collage, che appaiono, come egli stesso sottolinea, “pieni di azionecome DVD in pausa di reportage televisivi o cinematografici”; sta al visitatore premere il tasto play e farli ripartire poiché anch’essi si sono trasformati nel materiale che li compone, sono più visivi e con una moltitudine di immagini da digerire. L’imponente lavoro realizzato dall’artista non vuole confondersi con l’arte religiosa, ed è il tributo di un artista laico che guarda alla Bibbia con grande rispetto; ammette di non credere in Dio ma è sicuro che la comprensione della Bibbia insegni a vivere e, soprattutto, a vivere bene. Tutta la tragica tensione delle immagini, anche la violenza che vi si può a tratti scorgere, è finalizzata ad un insegnamento, quasi un esortazione. Un reverente tributo ad un testo sacro: la Bibbia è fonte d’ispirazione per tutto il genere umano, al di là delle credenze e delle religioni.  

Società Promotrice delle Belle Arti

Viale Diego Balsamo Crivelli 11, Torino

Orario

Lunedì - domenica ore 10:30-19

Biglietti

Intero 8 euro, ridotto 5 euro (ragazzi 11-18 anni, over 65, gruppi minimo 10 persone, studenti universitari, delle accademie e convenzioni dietro presentazione della card di appartenenza); gratuito fino a 10 anni, giornalisti accreditati, persone con disabilità ed eventuale accompagnatore

Info

www.martinart.it

 


 

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