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Napoleone Leumann - Giornata di studio il 21 marzo

NAPOLEONE LEUMANN

imprenditore buono o buon imprenditore?


Sabato 21 marzo 2015 dalle ore 9:30

Collegno, Villaggio Leumann

Giornata di studio

Coordinatore e moderatore: Claudio Vercelli

 

La ricostruzione delle vicende che hanno accompagnato sia l’insediamento dell’attività produttiva del cotonificio Leumann a Collegno, dal 1875 in poi, così come della costruzione delle residenze nell’omonimo villaggio, nonché il suo articolarsi come entità sociale a sé, ci restituisce qualcosa di più di un tratto, sia pure significativo, della nostra storia economica, invitandoci semmai a riflettere non solo su quello che è stato ma anche su ciò che d’ora innanzi potrà essere di un tessuto di rapporti, relazioni, legami e di socialità che si è evoluto attraverso il tempo. 

Non di meno ci interroga su un punto nodale: in cosa consisteva, e di essa cosa rimane, di una cultura industriale che non si riduceva alla sola produzione e alla commercializzazione dei beni ma si poneva il problema del rapporto con i produttori medesimi, quegli operai che, con le loro famiglie, nel passaggio tra l’Ottocento e il Novecento stavano diventando parte integrante della comunità nazionale in quanto “cittadini”? 

Il villaggio Leumann, da questo punto di vista, ossia dalla sua ideazione fino all’attuale stato di preservazione, racconta di una complessa trama che dal 1875 in poi si è dipanata, dove un punto cardine è costituito dalla natura stessa del concetto di “villaggio operaio”, nell’ottica sia di chi lo abitò come soprattutto di colui che lo ideò in quanto luogo dove raccogliere ed integrare quanti costituivano le maestranze del complesso produttivo. 

Il convegno intende fare il punto, attraverso alcune riflessioni, sia di natura descrittiva che analitica, su questo insieme di elementi, cercando di dare un respiro problematizzante sul piano storico ma, nel medesimo tempo, aperto alle opportunità che i processi di integrazioni in atto nell’Unione europea offrono a chi intenda considerare il territorio come un soggetto attivo nel processi decisionali e in quelli di mutamento. Laddove, pur nella specificità delle singole esperienze locali, sussiste una memoria del lavoro che è anche il lavoro delle memorie

 


 

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