FABIO BUCCIARELLI
Maiores nostri
30 ottobre – 30 novembre 2014
Torino, Raffaella De Chirico Arte Contemporanea
Nel gennaio del 2011 un referendum sancisce l'indipendenza del Sud Sudan affermando la nascita di un nuovo Stato ed il distacco dal nord musulmano del Paese. Nonostante ciò, e nonostante le grandi aspettative dello stato più giovane del mondo, il conflitto con il governo di Khartoum a causa delle annessioni dei giacimenti petroliferi non si placa. Dalla fine del 2013, gli scontri politici fra il Presidente Salva Kiir di etnia Dinka e il suo vice Riek Machar, Nuer, si intensificano e l’odio fra le due etnia incrementa fino a portare il Sud Sudan sull’orlo di una guerra civile.
La personale di Fabio Bucciarelli è una selezione di scatti realizzati nelle zone dimenticate del paese, nei Cattle Camp dell’etnia Dinka nei primi mesi del 2014. Bucciarelli documenta il conflitto africano che attanaglia il paese attraverso il suo sguardo autoriale e con grande empatia nei confronti del soggetto fotografato. "Nel tempo trascorso in Sud Sudan mi sono reso conto di quanto sia diversa una guerra africana da una mediorientale. In Libia o in Siria si vedeva la battaglia, si assaporava l’odore della polvere da sparo, si piangevano i feriti ed i morti. Si fotografava il conflitto nelle sue fasi più cruente e inumane. Mentre in Africa la guerra si vive nella sua quotidianità, nei volti della gente, abbandonati al proprio destino, imprigionati, senza la possibilità di scappare né quella di cambiare il futuro". (Fabio Bucciarelli per “Il fatto quotidiano”, marzo 2014).
Il fotografo torinese privilegia una dimensione diversa da quella di conflitto, favorendo quella quotidiana, fuori dal tempo. È chiaro il riferimento al mito del Buon Selvaggio di epoca illuminista, al Aleph di Borges e ai Tristi Tropici di Claude Levy-Strauss, dove il ruolo dell'esotismo dell'uomo occidentale incontra la sua salvezza attraverso il contatto con la natura. Maiores Nostri in latino significa "i nostri antenati", le nostre radici, ciò che biologicamente e culturalmente fa ancora parte di noi. Presso i Dinka, secondo Bucciarelli, “il passato torna ad essere presente". Bucciarelli mostra inoltre il passaggio cromatico dai toni caldi dell'arancione a quelli freddi del blu per sottolinearne ulteriormente la dimensione quotidiana, lo scandire delle ore e del tempo per una tribù la cui economia si basa esclusivamente sulla pastorizia e sull'agricoltura.
L'esposizione presenta 11 stampe, con dimensioni cm 60x40 e 100x70, con edizione in 15 esemplari per ogni stampa.
Raffaella De Chirico Arte Contemporanea
Via della Rocca, 19 / Via Giolitti, 52, Torino
Orario
Martedì e mercoledì ore 14-19
Giovedì, venerdì e sabato ore 11-19
Domenica ore 10-13
Info
Tel. 011 835357, www.dechiricogalleriadarte.com