MARTIN AMIS
Lectio magistralis
venerdì 13 giugno ore 18
Palazzo Mostre e Congressi di Alba
Premiazione
sabato 14 giugno ore 16:30
Castello di Grinzane Cavour
Lo scrittore e saggista inglese Martin Amis, considerato una delle più influenti e innovative voci della letteratura britannica, vivace critico del conformismo sociale, è il vincitore del Premio Bottari Lattes Grinzane 2014 per la Sezione La Quercia con il romanzo London Fields, pubblicato in Italia da Einaudi nel 2009.
La sezione La Quercia è dedicata a Mario Lattes (pittore, scrittore ed editore, scomparso nel 2001) e segnala l’opera di un autore affermato che, nel corso del tempo, si sia dimostrata meritevole di un condiviso apprezzamento critico e di pubblico, per permettere di riscoprire un titolo di un grande scrittore internazionale.
Il pubblico potrà incontrare Martin Amis venerdì 13 giugno 2014 ad Alba, in occasione della sua lectio magistralis (ore 18, Palazzo Mostre e Congressi - Piazza Medford), e sabato 14 giugno 2014 al castello di Grinzane Cavour (ore 16,30), dove lo scrittore ritirerà il riconoscimento nel corso della cerimonia finale del Premio. In questa occasione sarà decretato anche il vincitore per la sezione Il Germoglio (dedicata ai migliori titoli di narrativa italiana e straniera pubblicati nel 2013) tra i finalisti: Stefania Bertola con Ragazze mancine (Einaudi), Peter Cameron con Il weekend (Adelphi), Kim Leine con Il fiordo dell’eternità (Guanda), Alessandro Mari con Gli alberi hanno il tuo nome (Feltrinelli), Andrew Sean Greer con Le vite impossibili di Greta Wells (Bompiani).
Il romanzo vincitore per La Quercia 2014, London Fields, è stato designato dalla Giuria Tecnica formata da: il critico letterario e poeta Giorgio Bárberi Squarotti (Presidente); il docente di Letteratura italiana e saggista Valter Boggione; il presidente di News 3.0 (società per azioni che edita testate on line come lettera43.it) e già presidente del Centro per il libro e la lettura Gian Arturo Ferrari; il critico letterario e già caporedattore cultura di Repubblica Paolo Mauri; il critico letterario di TuttoLibri-La Stampa Bruno Quaranta; la scrittrice e sceneggiatrice Lidia Ravera; il giornalista e già caporedattore dell’inserto Domenica del Sole 24 Ore Giovanni Santambrogio; la scrittrice Serena Vitale; lo scrittore Sebastiano Vassalli.
Motivazione
London Fields, pannello centrale - del 1989 - nel trittico londinese di Martin Amis tra il precedente Money del 1984 e il successivo The Information del 1995, è non solo la sua opera più ampia e di maggiore impegno, ma uno degli eventi capitali nella ricerca letteraria dell'ultimo quarto del Novecento. Qui infatti Amis porta a una spietata e definitiva conclusione le tre linee principali su cui si è articolato il suo lavoro. Tutte e tre tese a disgregare, decostruire e frantumare l'impianto tradizionale e per così dire classico della narrazione, ossia la forma del raccontare. In analogia con quanto avvenuto in altre arti - da quelle figurative alla musica - Amis persegue in letteratura una programmatica abolizione della forma. Dove resta alla sensibilità del lettore stabilire se si tratti di una perdita, che viene semplicemente rilevata, o di un programma che viene attivamente perseguito. Si deformano sotto i nostri occhi sia la collocazione di genere, che trapassa dal grottesco, al drammatico, al comico; sia la definizione di personaggio, che diviene un atto di volontà dei protagonisti; sia infine la struttura temporale, che perde ogni riferimento a un prima e a un dopo. Opera di sconfinata ambizione, massimo esempio di una sorta di cubismo letterario, London Fields eredita però dalla tradizione e anzi mantiene e accentua uno dei suoi tratti più antichi, solidi e costitutivi. La fortissima unità stilistica e tonale, una voce rauca e inconfondibile, un'asprezza senza compromessi, mai raddolcita. Che, secondo Amis, è il solo onesto modo in cui si può esprimere oggi la ricerca della verità (Gian Arturo Ferrari)
Info
Tel. 0173 789282, www.fondazionebottarilattes.it