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De Simone e i Chiaristi lombardi

DE SIMONE E I CHIARISTI LOMBARDI 

31 maggio - 20 luglio 2014

 

Cherasco, Palazzo Salmatoris

 

La mostra, curata da Cinzia Tesio e suddivisa in due parti rende, da un lato, omaggio al Chiarismo evidenziando un aspetto spesso trascurato dell’arte tra le due guerre e, dall’altro, presenta le opere di Pietro De Simone. 

Il Chiarismo fu battezzato dal critico Leonardo Borghese nel 1935 come movimento di giovani che si interessavano ad un uso particolare della luce e del colore. Lieve e delicata nei tratti, la pittura dei Chiaristi fu intensa nei sentimenti e nelle emozioni che mirava a suscitare. Angelo Del Bon, Francesco De Rocchi, Cristoforo De Amicis, Umberto Lilloni, Adriano Spilimbergo ed altri reintroducono toni chiari e tenui dopo le cupezze e le superfici quasi scultoree del movimento Novecento.

In mostra saranno presenti una nutrita schiera di opere di Chiaristi e oltre cinquanta lavori del maestro De Simone, raffiguranti tutti i suoi temi più cari: il paesaggio, con una attenzione particolare alla città di Venezia, le figure, i volti e le nature morte.

Nato a Palazzolo Milanese nel 1921, Pietro De Simone consegue la maturità artistica sotto la guida di Francesco De Rocchi, Ottavio Steffenini e Ugo Vittore Bartolini. Prosegue poi gli studi presso la Scuola Superiore degli Artefici – Reale Accademia di Belle Arti di Brera – avendo, come insegnante Gino Moro. Si laurea in Architettura al Politecnico di Milano. Esordisce in una mostra personale nel 1945 a Milano. Partecipa a mostre collettive, premi ed esposizioni tematiche. 

Non è quindi mai stato un autodidatta anzi, ha studiato il disegno nelle migliori scuole. Del resto la pratica del segno necessita di avere un lento apprendistato e il sentimento innato del colore deve acquisire consapevolezza anche attraverso la conoscenza lessicale del disegno, che solo la scuola può dare. La mente che guida la mano deve essere messa nelle condizioni di costruire un volume e una prospettiva, di misurare lo spazio e di contenerlo nelle dimensioni della tela. Il disegno ha dunque fatto parte della sua formazione; anche quello tecnico in quanto De Simone è architetto di professione. In pittura De Simone non ha l’abitudine di preparare la tela con il disegno, interviene direttamente con il pennello, ma è evidente che la forma è già preesistente, elaborata mentalmente, mentre il colore è l’atto finale della creazione.

Artista acculturato e attento, tutt’altro che isolato, De Simone resta però sostanzialmente un solitario, incline a trovare la propria genuina e congeniale cifra stilistica in un continuo, generoso, pletorico, tonale ed esclusivo esercizio della pittura al fine di raggiungere una “sua ricerca” che è ricerca d’arte ma anche ricerca morale, sulle ragioni del proprio essere nel mondo. 

Come afferma la dr.ssa Cinzia Tesio, curatrice della mostra: “Sarà sufficiente osservare la rassegna per capire che la lirica più pura pulsa nelle pagine pittoriche di De Simone, la visione assume i toni sereni di paesaggi nitidi, velati da una vena romantica e dal riverbero della nostalgia. L’immagine è quella di un mondo che segue l’ordine ritmato dell’infinito, dove le assenze tonali sono ricordi di partenze avvenute e di viaggi già compiuti. Talvolta i suoi paesaggi sono la sinfonia di una musica composta per l’inquietudine dell’uomo nel suo perenne desiderio di evasione. Sono paesaggi gonfi di tristezza, che la sola luce cerca di dare un senso al continuo, incontrollato vagare di emozioni…” 

Orario

Mercoledì - venerdì ore 15-19

Sabato e domenica ore 9:30-12_30, 15-19

Info

Tel. 0172 427050 

www.comune.cherasco.cn.it

Ingresso libero

 


 

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