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Renato Guttuso e l'autobiografia

RENATO GUTTUSO E L'AUTOBIOGRAFIA

a cura di Cinzia Tesio e Rino Tacchella


10 maggio – 8 giugno 2014

Pollenzo, Centro Incontri Comunale


Da Bagheria, 1912, a Roma, 1987. In questo arco di tempo si svolge la parabola esistenziale e artistica di Renato Guttuso. Nasce a Bagheria nel 1912 (lo stesso anno di Aligi Sassu). Negli anni di Liceo frequenta lo studio del pittore Pippo Rizzo e nel 1928 a soli 16 anni esordisce con un suo lavoro alla Mostra Sindacale Siciliana. Nel 1931, dopo il trasferimento a Roma, espone per la prima volta le sue opere alla celebrata Quadriennale Nazionale romana.

La sua esistenza vira da un'ipotetica laurea in legge alla carriera di pittore. Dai primi quadri raffiguranti i suoi contadini siciliani e compaesani, sino al celebre Fuga dall'Etna del 1937, o all'altrettanto celebre Vuccirria, il mercato popolare di Palermo. Fin dalle prime opere il pittore insegue un'esecuzione prettamente figurativa a cui fanno da corposo contraltare contenutistico, temi ancorati al mondo contadino, rurale, popolare: temi sociali o soggetti dichiaratamente politici.

Poi giunge a Roma e forma un gruppo con i pittori Birolli, Fontana e Persico. Nel 1938 allestisce la prima personale alla galleria romana della Cometa e nel 1942 al Premio Bergamo con Crocefissione, dai colori espressionisti e violenti, che suscita violente polemiche.

Scoppia la seconda guerra mondiale e l'artista dipinge una serie di quadri dal titolo Gott mit Uns, ("Dio è con noi"), motto inciso sulle fibbie dei soldati tedeschi. La sue verve di polemista affiora di prepotenza. Guttuso non tradirà mai la sua personale “campagna di idee", che raggiungerà l'acme con I funerali di Togliatti

Nel dopoguerra segue stilisticamente il primo periodo di Picasso, quello cosiddetto "Blu". Nel 1946 fonda con Birolli, Vedova, Morlotti, Turcato il Fronte Nuovo delle Arti. Nel 1968 esegue quadri che riflettono la situazione europea e francese. A Parigi ritrae i giovani nelle prime marce di protesta in quello che diverrà il leggendario Maggio francese. Dal 1969 vive stabilmente a Roma, nella leggendaria via Margutta, la strada dei pittori, frequentata da Marta Marzotto, la splendida contessa ex mondina e modella di molti suoi dipinti di quegli anni. È il periodo per così dire “intimo” dell'artista, che si propone da ora con una serie di quadri prettamente autobiografici realizzati con grande interesse alle tematiche sociali avvalendosi di una pittura realista in cui inizialmente si avvertono riferimenti picassiani presenti nella Cucitrice esposta in questa occasione.

È considerato uno degli artisti più importanti del Novecento italiano: a lui la Biennale di Venezia dedica nel 1952 e nel 1982  due importanti e complete mostre personali.

 La mostra di Pollenzo propone un intenso percorso culturale attraverso alcune opere realizzate dal Maestro siciliano nel pieno della sua maturità artistica.  L'esposizione, organizzata dall'Associazione Turistica Proloco La Torre di Pollenzo, con la collaborazione di Studio 13 e Culturando insieme, ha il patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Club Unesco ed è curata da Cinzia Tesio e Rino Tacchella. 

In mostra due distinti gruppi di lavori. Il primo comprende dipinti che fanno parte del ciclo  Autobiografia del 1966. Con questo ciclo l'artista compie una perosnale rilettura e propone una reinterpretazione degli eventi storici e culturali accaduti in Italia negli anni del secondo conflitto mondiale e della Resistenza partigiana, a cui ha partecipato attivamente in prima persona. Nello stesso tempo con questi lavori Guttuso esplicita e dimostra in modo chiaro il suo impegno sociale e la sua passione politica. 

Il secondo gruppo di opere in mostra è dedicato al nudo femminile, un tema caro al Maestro e a cui ha consacrato un numero infinito di opere su carta e su tela. Attraverso l'opera di Guttuso, una pittura realista che non disdegnava i riferimenti ai grandi maestri della storia dell’arte antica e moderna, la figura femminile è ritratta in vari momenti della giornata e in vari atteggiamenti esistenziali. Molti sono i nudi in cui la prorompente sensualità delle “sue donne” esprime un costante inno alle compagne di vita, alle modelle note e anonime; visioni dalle quali si evince la sua profonda capacità di scrutare, scavare e svelare, senza malizia, i segreti dei corpi offerti alla contemplazione.

Guttuso, nelle parole della curatrice della mostra Cinzia Tesio, “è un pittore che, nonostante viva in un lasso di tempo fitto di mutamenti sociali e culturali, e nonostante li viva tutti da assoluto protagonista, non cambia il proprio stile figurativo. Rimane in fondo sempre il pittore illuminato dalla sua rigogliosa e stellante Sicilia. La sua umanità è dipinta sempre con un tortuoso plasticismo. Nella forma umana, nervosa e tesa, ma sempre riconoscibile, e che lui concentra nella tela, c'è già tutto il dolore del mondo”.

Centro Incontri Comunale, Spazio Eventi 

Via Regina Margherita 28, loc. Pollenzo, Bra.

Orario

Giovedì - domenica ore 15-18:30, 21-23  

Info

Tel. 335 6287477

Ingresso libero

 


 

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