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Luoghi della storia

 

 

 

Il rifugio antiaereo di Piazza Risorgimento fra web e memoria


di Viviana Vicario


Alcuni luoghi li conosci bene, ad altri non ci hai mai fatto caso. Te li trovi lì, su una mappa creata apposta per preservare la storia della tua città. Magari ci sei passato davanti proprio l’altro giorno, mentre prendevi il bus per andare a lavoro. E allora ti fermi un attimo e pensi. C’è da dire che negli ultimi anni sei diventato un cittadino attento e partecipe. Hai sentito dentro di te la voglia di vivere attivamente la città, hai visto crescere il programma di rivalutazione, hai iniziato a frequentare Porta Palazzo e San Salvario, luoghi in cui poco tempo prima ritenevi impensabile girare; partecipi regolarmente alla raccolta differenziata. Soprattutto, inizi a ricordare.

Il torinese medio negli ultimi quindici anni ha visto la sua città rivalutarsi totalmente. L’inizio della consapevolezza di quanto sia importante preservare e valorizzare il territorio è collocabile alla fine degli anni Novanta. Proprio allora Torino ha iniziato a guardarsi allo specchio e a riscoprire i suoi luoghi. Quei siti un po’ nascosti, un po’ sconosciuti, ma ricchi di storia. Dalla rivalutazione della città cresce la conoscenza. Dalla conoscenza, nasce la memoria, anche nel web.

È il caso dell’Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea “Giorgio Agosti”, meglio conosciuto come “Istoreto”, a vantare un lungo lavoro di ricerca che ha portato alla creazione di una mappa storica interattiva della città, consultabile ora sul suo sito  www.istoreto.it

La stessa mappa è presente anche come percorso dei luoghi al Museo Diffuso della Resistenza. Si tratta di una fetta di storia torinese, raccontata attraverso i siti della città in cui sono avvenuti i fatti più importanti tra il 1938 e il 1945. A introdurre la mappa tematica è l’elenco cronologico dei principali avvenimenti nazionali e internazionali di quegli anni. Il visitatore viene catapultato in una dimensione temporale ben definita: si orienta nella Torino della seconda guerra mondiale, tra fatti legati alla guerra e altri più specifici del clima di quel periodo. La legenda posta nella banda superiore divide i luoghi della città in cinque temi: le leggi razziali, la guerra, la Resistenza, la Deportazione e la Liberazione. Cliccando su ciascuno si accede alla spiegazione generale del tema. Se per esempio volessimo scoprire i luoghi della guerra, cliccando sul tema apposito appariranno sette cerchi rossi, marcatori dei siti che caratterizzano i suoi principali fatti. Questi indicano nome del luogo, indirizzo e i mezzi pubblici che permettono di raggiungerlo. 

Uno dei luoghi di guerra contrassegnati sulla mappa è il Rifugio Antiaereo di Piazza Risorgimento. Una storia che merita di essere raccontata, tipica di un sito che è stato abbandonato a se stesso per troppi anni. Grazie all’aiuto della memoria web unita ai ricordi reali di un testimone, è possibile delinearne. 

La sua storia inizia nell’autunno 1942, quando Torino fu colpita da un grande ciclo di bombardamenti. Si presentò quindi il problema della scarsità di rifugi antiaerei, che oltre a non essere capienti a sufficienza, non davano sicurezza. Riaperto nel 1995, il rifugio di Piazza Risorgimento è uno dei 42 ricoveri pubblici edificati dal Comune. Profondo 12 metri, con una superficie di 700 metri quadrati, fu costruito in cemento armato e ultimato nel 1943.
Con qualche cenno storico illustrato sulla mappa, si apprendono le informazioni basilari. Se il web è il punto di partenza, il passo in più è dato dai ricordi vividi di Alessandro Novellini, 82 anni, allora residente in via Rosta 13 angolo Piazza Risorgimento. Le emozioni che provava allora sono ancora palpabili, e giungono dritte al cuore. Ha visto l’inizio dei lavori di costruzione del rifugio fino alla posa dell’ultimo mattone: “Ci misero più di un anno a finirlo. Ricordo che trafugavamo delle travi di legna nel cantiere assieme ai ragazzi di Borgata Campidoglio, e le portavamo a casa per riscaldarci. Il sorvegliante era un veneto, un po’ manesco, che ci correva dietro bestemmiando per farci scappare”, racconta. 

Nella notte del 13 luglio 1943 Torino subì un pesante bombardamento. Il rifugio di Piazza Risorgimento non era ancora terminato e i disagi furono notevoli. Oltre 250 Lancaster lanciarono circa 400 bombe sulla città, provocando più di mille morti. Un vero inferno che colorò il cielo di rosso. “Il bombardamento ci sorprese nel sonno. Mi rifugiai in cantina assieme alla mia famiglia, e quel che ricordo è il forte sentimento di paura che provai. A un certo punto cadde una bomba su una casa vicina: la porta della cantina si spalancò all’improvviso a causa dello spostamento d’aria, e un polverone bianco la invase. Per fortuna, dopo poco tempo il rifugio di Piazza Risorgimento venne attivato. Ci sentivamo più sicuri a 12 metri di profondità. Il rifugio era molto capiente. Costituito da tre gallerie parallele, in quegli anni si presentava con un pavimento in terriccio. Ci sono stato recentemente in occasione della sua riapertura al pubblico, il 27 febbraio scorso. Il suo aspetto è praticamente lo stesso. Sono rimasti intatte le scritte sui muri, che illustravano le indicazioni sul comportamento da tenere. Scendendo i ripidi scalini che conducono al suo interno, ricordo ancora quando un delegato dell’Unione Nazionale Protezione  Antiaerea entrava con noi per controllare che le regole del rifugio venissero rispettate. Talvolta c’era chi non riusciva a frenare l’istinto di fumare. Le persone erano stressate in tempo di guerra. Il delegato dell’Unpa spesso li riprendeva ma penso che anche lui sapesse che, in fondo, eravamo tutti sulla stessa barca. Anche l’odore di chiuso è lo stesso. Ogni volta rivivo un po’ di quell’incubo, che per sempre rimarrà impresso nella mia memoria. Penso che sia giusto insegnare il passato ai giovani, soprattutto da un punto di vista più concreto. Luoghi come questi permettono alla storia di mantenersi viva ogni giorno”.

Il 27 febbraio scorso, il Rifugio Antiaereo di Piazza Risorgimento è stato riaperto al pubblico dopo quasi un anno di inattività. Grazie all’impegno costante del Museo Diffuso della Resistenza, all’interesse del Comune di Torino e all’intervento dell’Iren, l’impianto elettrico è stato rimesso in sicurezza. Il rifugio, tappa fondamentale del percorso dei “Luoghi della Memoria”, è ora agibile alle visite. La sua riapertura è stata un’occasione per presentare il percorso espositivo, parte del progetto biennale del Museo Diffuso, riguardante il tema dei bombardamenti a Torino. In collaborazione con l’Archivio Storico di Torino sono stati messi a disposizione una serie di documenti, consultabili online. Inoltre, in occasione del 25 aprile e fino a maggio si svolgeranno le visite guidate sul “Memobus”, organizzate dall’Associazione Terra del Fuoco, in collaborazione con il Museo Diffuso e GTT. Il pullman della memoria porterà a scoprire i luoghi della memoria torinese, fra cui le Carceri Nuove e il Sacrario del Martinetto.





 


 

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