Testata Piemonte-Magazine.it
Versione Italiana del Sito Versione Inglese del Sito Logo Archivio Piemonte Mese

Segnala questo articolo

Touta Taurini

Un gruppo storico rievoca la quotidianità di una tribù dell'Età del Ferro in Piemonte

 

di Gabriella Bernardi 


È ottobre e in un brumoso sabato pomeriggio, un gruppo di persone pare emergere dal passato. Chi si trovava presso la strada principale di Pecetto si è voltato per osservarli meglio chiedendosi chi fossero. Guardandoli meglio non sfugge che impugnano anche armi come spade e scudi. Ma allora sono Romani? Non proprio. I loro capelli non sembrano tipici dei legionari, e dai loro abiti pesanti paiono più del nord Europa. Allora Vichinghi? Non sono nemmeno quelli. Vestono con abiti dell’Età del Ferro, tuniche con pelli e pellicce usate nella stagione fredda; e le donne indossano anche i pantaloni. 

Chi possono mai essere? 

Sono Celti, per l’esattezza Taurini, il cui nome significa “abitanti dei monti”, come ci tiene 

a sottolineare Steara Catumor (“il guerriero che viene dal mare e che brilla come una stella”), una ragazza vestita con i pantaloni. Solo più tardi, per assonanza fonetica, ii termineè stato associato alla figura del toro. 

Nel IV secolo a.C. i Taurini oltrepassarono le Alpi, sovrapponendosi alle popolazioni celtiche già residenti, insediandosi nell’arco alpino occidentale e nell’odierno Torinese che costituiva una zona di confine e di commercio con l’altra popolazione celtica dei Liguri. 

Tutto questo non è un tuffo nel passato, ma un gruppo storico molto affiatato e ben strutturato. Continuando a parlare con Steara Catumor - che nella vita di tutti i giorni si chiama Stella Dicasagrande - approfondiamo l’argomento. “L'Associazione Culturale Terra Taurina nasce nel 2000 dalla passione per la storia e per la riscoperta delle nostre radici del Dott. Riccardo Graziano e di un nutrito gruppo di persone. Si dedica alla riscoperta, tutela e divulgazione delle tradizioni culturali, storiche, artistiche, linguistiche, spirituali di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta. Collateralmente all'Associazione è nato un gruppo di rievocazione storica, chiamato Touta Taurini, che si occupa di rievocare la vita quotidianadi una tribù dell'Età del Ferro, nello specifico la tribù dei Taurini. La divulgazione viene realizzata attraverso numerosi canali: serate di divulgazione, conferenze, appuntamenti nelle scuole, rievocazioni storiche in Italia e all'estero; per esempio ogni 

anno siamo ospiti del Keltenwelt di Frog, Austria, ma siamo stati anche ospiti di gruppi in Ungheria, Germania, Francia. Altri canali divulgativi sono le pubblicazioni con la collaborazione della Soprintendenza Archeologica del Piemonte e in particolare col Gruppo Archeologico Torinese abbiamo dato vita a "Taurini sul Confine", edito da Celid nel 2008, testo universitario per la cattedra di Protostoria a Torino che tratta della scoperta e l'analisi dei reperti di Bric San Vito. Le collaborazioni non finiscono qui siamo in contatto con il Museo di Antichità di Torino e il Museo del territorio di Nucetto in provincia di Cuneo, con la Soprintendenza Archeologica del Piemonte già citata e la partecipazione a trasmissioni televisive, ricordo una puntata di Ulisse - Il piacere della scoperta, relativa alla Colonna Traiana, andata in onda nel settembre 2008 ed una di Metropolis di Valerio Massimo Manfredi relativa alla storia di Torino, trasmessa a marzo 2013”.

Oggi fanno parte dell'Associazione e del gruppo storico circa quarantacinque persone di tutte le età, dai 10 mesi ai 70 anni. Ci sono studenti, grafici, rappresentanti, ingegneri, guardiacoste, archeologi, imbianchini, elettricisti, e la provenienza geografica è equamente distribuita tra Piemonte, Liguria di Ponente e Liguria di Levante. 

Poco fa hai citato il Bric San Vito, sulla collina torinese. Qual è la sua importanza dato che sono stati condotti degli scavi archeologici e soprattutto in che cosa è consistito il vostro coinvolgimento?

 

Il Bric San Vito è un sito archeologico con cui Terra Taurina sente un legame particolare. Viene scoperto quasi per caso nel 1991 dai volontari del Gat (Gruppo Archeologico Torinese), impegnati in un sopralluogo del territorio, e dopo la segnalazione alla Soprintendenza Archeologica nel 1993 viene dato il via a una campagna di scavo che porta alla luce numerosi reperti. Questi testimoniano come il Bric sia stato abitato e 

frequentato per più di due millenni quasi ininterrottamente: la fase protostorica (relativa alla frequentazione dei Taurini, circa 2400 anni fa) evidenzia come questo fosse un luogo di scambio e commercio: probabilmente un emporio ancora in territorio celtico, gravitante nell'area di Taurunum (la Torino celtica) ma già rivolto al territorio dell'antica Chieri, in territorio ligure. Si passa a una fase tardo antica e medievale, quando il Bric diventa prima una piazzaforte e poi un castello per il controllo e la difesa del territorio, probabilmente adatto ad ospitare una piccola guarnigione. La seconda guerra mondiale vede il Bric come probabile postazione per la contraerea. Oggi gli scavi sono fermi, e il sito è in stato di grave abbandono. Lo scavo ha interessato solo una piccolissima parte dell'area, e crediamo che il terreno nasconda ancora tante informazioni che sarebbero importantissime per capire di più la vita della collina torinese nelle epoche passate. Alcuni dei reperti hanno trovato collocazione nella nuova ala del Museo di Antichità dedicata all'archeologia della città di Torino, e testimoniano la rilevanza del sito. Per tenere viva l'attenzione su un'area archeologica così importante, e un tempo abitata dai Taurini e dai Liguri, Terra Taurina dal 2004 organizza "Una giornata nell'Età del Ferro", con la collaborazione del Comune di Pecetto e del GAT. Il terzo fine settimana di ottobre è dedicato a rievocare un incontro tra Taurini e Liguri a scopo commerciale, come deveessere sicuramente avvenuto in un qualunque giorno di 2400 anni fa in questo emporio dell'Età del Ferro. Ogni anno molte persone affrontano la passeggiata nei boschi della collina per entrare nell'area archeologica; è un piacere per noi vedere che, oltre a numerose persone che vengono per la prima volta, ci sono persone che tornano ogni anno”. 

Studiare il passato fa riscoprire anche dei lati piacevoli come la loro cucina: quanto c'è ancora di celtico sopra le nostre tavole?


“La cultura celtica ha lasciato numerosissime tracce nella vita quotidiana dei nostri giorni: nella lingua, nella toponomastica, nell'abbigliamento. Sono celtici i pantaloni, che si chiamano "braghe" perché i celti li chiamavano "brache", e così via. Per quanto riguarda la cucina, dobbiamo ai celti moltissimi piatti e abbinamenti: i formaggi erborinati e stagionati, come la toma e il gorgonzola, eredi dei formaggi stagionati con le erbe; i salumi, la cui origine è fatta risalire in area etrusca e celtica fino all'VIII sec a.C.; le zuppe di legumi e l'uso in genere di cereali che oggi vengono riscoperti come il farro, il miglio, l'orzo, la segale. I celti realizzavano il primo "risotto" della storia utilizzando i semi di miglio, essendo il riso di origine orientale. Per quanto riguarda le bevande, la più antica birra d' Europa è stata ritrovata (in tracce) in un bicchierino ritrovato a Pombia, oggi esposto al Museo di Antichità a Torino. Con i bordi allargati ed estroflessi, è perfetto per far schiumare la bevanda; e l'usanza di bere il vino in purezza, e non annacquato come facevano i Greci e i Romani, è tutta celtica. Lo stesso si può dire dell'invecchiamento in botti di quercia e non nelle anfore in terracotta, usanza sempre romana e greca. Alcuni vitigni che noi ancora oggi apprezziamo sono di origine celtica: il nebbiolo, di cui parla Plinio il Vecchio stesso, oppure il brachetto vengono coltivati già 2300 anni fa”.


 


 

CERCA NEGLI ARTICOLI
Ci sono 2040 articoli

Petit Royame: Mustang Nepal - Fotografie di Edoardo Miola

Il Mercante di Venezia

Tratti e ritratti. 33 fotografie di Fulvia Farassino

Tanto diversi, così uguali

Terra di Sicilia, mare di Napoli

Pinot Gallizio - Esercizi di psico-geometria

Una Mole così grande

Torino Anima Tango 2013

Origami - Spirito di carta

Floriana Porta - Verso altri cieli

Il Principe

Grandi incisori a Palazzo CIsterna

Giornata del caffè sospeso 2013

Doppio Sogno - Pittura e Scultura al Polo Reale di Torino

RIII - Riccardo Terzo

La torre d'avorio

In viaggio, con la carta

Gli occhi del bosco - Personale di Vinicio Perugia

Qui e ora - Arte attuale nell'antica Fabbrica Leone

Riapertura Cucine Reali e Appartamento di Madama Felicita


Articoli 821-840|841-860|861-880|881-900|901-920