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La linea spezzata della tempesta

LA LINEA SPEZZATA DELLA TEMPESTA

Roberto Bolaño: l’ultima conferenza

di e con Pippo Di Marca


3 aprile 2014 ore 21

Torino, Circolo dei Lettori

 

L'inziativa rientra n el progetto “A voce alta”, programma di spettacoli a carattere letterario realizzato dalla Fondazione del Teatro Stabile di Torino e dal Circolo dei Lettori.

Roberto Bolaño, il grande poeta cileno scomparso nel 2003 nel pieno di una creazione incessante, è stato il grande protagonista della migliore stagione letteraria sudamericana. Pippo Di Marca, nome di culto per il teatro di ricerca italiano, è autore e interprete di questa conferenza-omaggio alla memoria, elaborazione dell’insostenibile movimento di un mare che, non solo metaforicamente, si abbatte come una “linea spezzata della tempesta” sulla vita/opera di Bolaño.

“L'opera (e probabilmente la vita, al di là e al di sopra delle apparenze e della mitizzazione che si è creata intorno alla sua esistenza) di Roberto Bolaño – scrive Pippo Di Marca - è un labirinto, il più straordinario labirinto partorito dall'immaginifica letteratura latinoamericana (che quanto a labirinti e realismi magici forse non ha pari) nella seconda metà del Novecento. Parafrasando l'assunto di Borges, uno dei suoi padri dichiarati, che riduce la letteratura a “specchi, labirinti e spade”, si potrebbe dire, a proposito della visione radicale e nichilista, crudele, di questo cileno senza patria, in perenne esilio, che per lui la letteratura è il riflesso e il portato di una dimensione poetica percorsa e sentita come  un deserto senza fine  di “ labirinti, viaggi e orrori”. 

Tant’è che la sua poetica si può sintetizzare in una formula semplice quanto tremenda: l'orrore della vita, l'orrore del mondo. E questo lo avvicina, non solo per affinità elettive ma anche per scelta, per scienza e conoscenza consapevoli, ai grandi maledetti dell'Ottocento francese, a quelli che lui stesso  considera i quattro cavalieri dell'apocalisse del moderno, gli annunciatori dell'apocalisse della modernità (prefigurando e preconizzando ciò che sarebbe stato il XIX secolo); in poche parole i suoi fratelli e numi tutelari: Rimbaud, Baudelaire, Lautréamont e Mallarmé. 

Bolaño è morto nel 2003 all'età di 50 anni. E sapeva di morire. Lo sapeva da almeno una dozzina d'anni. Ha vissuto l'ultima parte della sua vita in attesa di un trapianto di fegato che non ha fatto in tempo ad avere: aspettando, curandosi e soprattutto scrivendo come un forsennato libri su libri, uno più straordinario dell'altro, autentici capolavori come Detectives selvaggi e da ultimo (incompiuto, ma completo) il suo romanzo monstre postumo 2666. Una delle ultime cose che ha scritto, forse l'ultima, pubblicata nel 2003 pochi mesi prima della morte, è un racconto-saggio in cui parla della sua malattia trasfigurandola  nella malattia della letteratura, della poesia. […]

Il tutto ci viene presentato, retoricamente, sotto forma di una surreale e al tempo stesso terribile e visionaria 'conferenza' sulla malattia […]».    

Circolo dei Lettori

Palazzo Graneri della Roccia - via Bogino 9, Torino

Biglietti

Intero 10 euro, ridotto 8 euro

Info e vendita online

Tel. 011 5169555, www.teatrostabiletorino.it   

 


 

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