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Mele

LE MELE
Lucilla Cremoni

L'Italia è la maggior produttrice di mele in Europa e il Piemonte vanta una lunga tradizione in questo campo. Fino ai primi decenni del Novecento, la pomicoltura era praticata soprattutto in zone collinari ma in seguito si estese anche alla pianura, dove nel tempo è stato possibile non solo aumentare la produzione ma anche rilanciare le varietà  locali e, in tempi più recenti, sviluppare il campo della lotta integrata e biologica e della frutticoltura ecocompatibile. E parlare di mele significa parlare di Cavour. La cittadina, infatti, è al centro di una zona agricola assai importante in cui operano circa 250 aziende a conduzione familiare: 102 si trovano nell'area di Cavour, le altre sono suddivise fra i comuni di Bibiana, Campiglione, Bricherasio, Pinerolo, Garzigliana, Luserna, Osasco, S. Secondo e Lusernetta, per un'estensione complessiva di 800 ettari circa) e una produzione annuale di 250.000 quintali di mele. Il 70% di queste è del tipo Golden Delicious (mele gialle, croccanti, molto dolci e profumate), il 15% di Red Delicious (frutti rossi, dolci, aromatici) e il rimanente 15% di altre varietà  -Gala, Ronzé, Renetta Grigia di Torriana, Morella, ecc. Alle mele Cavour dedica anche una manifestazione annuale, "Tuttomele", che si svolge la seconda settimana di novembre.
Ma le mele non sono argomento da affrontarsi in modo affrettato, perché parlare di mele significa scomodare i massimi sistemi. Come il pane, sono note sin dalla più remota antichità  e la loro importanza alimentare si rispecchia nella messe di storie, miti e leggende che le vedono protagoniste, a cominciare dal destino dell'umanità  deciso dal gesto sconsiderato di Eva, senza dimenticare la mela d'oro che l'incauto Paride consegnò a Venere scatenando così la guerra di Troia (ma ispirando anche i poemi omerici); le mele dell'immortalità  e dell'eterna giovinezza che gli dei della mitologia nordica dovevano mangiare regolarmente; e quelle, con proprietà  analoghe, rubate da Ercole nel Giardino delle Esperidi (che sia questa l'origine dell'antico adagio "una mela al giorno..." eccetera?) E poi Guglielmo Tell, Newton e la scoperta della legge di gravità  e, ai giorni nostri, campagne pubblicitarie, marchi di fabbrica e chissà  che altro, oscillanti fra interpretazioni "peccaminose" e salutiste. Come il pane, anche la mela è originaria dell'Asia Minore e giunge in Europa attraverso l'Egitto e la Grecia, sempre apprezzata per le sue qualità  digestive e depurative. Fu coltivata in modo più scientifico a partire dal XV secolo, quando furono studiati nuovi sistemi di selezione, fertilizzazione e irrigazione che ne fecero una coltura produttiva e redditizia. Venne introdotta in America già  dai primi colonizzatori, e là  furono sviluppate varietà  nuove come la Golden Delicious (la "mela banana"), ora la più diffusa in assoluto, la Red Delicious, la "Imperatore", e la Jonagold. 
Proprio in America (quella settentrionale), visse e operò, tra Sette e Ottocento, John Appleseed, una figura di eroe popolare interessante e quasi mitica. Il suo vero nome era John Chapman e la sua occupazione consisteva nel trasportare sementi attraverso tutto il continente allora conosciuto e solo in piccola parte colonizzato. Nel corso delle sue peregrinazioni, Chapman-Appleseed piantava continuamente alberi da frutto, soprattutto meli (donde il suo soprannome Appleseed, che significa appunto "seme di mela"), affinché i pionieri avessero di che nutrirsi lungo il viaggio e al loro arrivo.

Curiosità  e consigli
Tratti dall'opuscolo La nostra amica mela, realizzato da Procavour e CIFOP per "Tuttomele"1999.

 Come tutti sanno, la mela fa bene a qualsiasi età : ha un basso contenuto di calorie e proteine ed è ricca di fibra, fruttosio, sali minerali e acidi organici. Favorisce la tolleranza del latte nei neonati e combatte i disturbi intestinali e le impurità  cutanee. Ricca di zuccheri prontamente assimilabili e in grado di neutralizzare l'acido lattico, è una fonte di energia preziosa per chi fa sport ma anche per chi, più sedentario, deve ridurre l'apporto di grassi. Masticare la mela combatte i disturbi gengivali e la carie e, per gli anziani, è utile nella prevenzione e cura di mali tipici come l'osteoporosi. â€¢ La mela fresca deve avere buccia ben tesa, polpa soda, succosa e sapida, sapore aromatico ed equilibrato. Per questo è sempre consigliabile acquistare mele di stagione e non importate, che devono essere raccolte non ancora mature e sottoposte a trattamenti conservanti, perdendo quindi sapore e valore nutritivo. 
  Le mele si possono conservare a lungo. Bisogna tenere a temperatura ambiente solo quelle destinate al consumo immediato, mentre le altre vanno messe in luogo fresco: da evitare le soffitte, che non garantirebbero sufficiente umidità  causando l'avvizzimento della buccia, ed i garage, perché gli scarichi dell'auto inquinano i frutti. Luogo ideale sono le vecchie crote, che mantengono temperature basse e umidità  costante; in questo caso, le mele andrebbero tenute in cassette con il picciòlo rivolto verso il basso. 
  Le mele accelerano la maturazione dei frutti accanto ai quali sono poste; se mescolate alle patate, invece, non le lasciano germogliare.
  Accando a tutte queste virtù, le mele hanno anche un paio di difetti: il succo di mela provoca macchie difficili da eliminare, e non è consigliabile tenere grandi quantità  di mele in ambienti con piante da appartamento, che potrebbero esserne danneggiate.

2003


 

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