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Signore e Signori del Rinascimento italiano

SIGNORE E SIGNORI DEL RINASCIMENTO ITALIANO

Un percorso attraverso le collezioni del Medagliere


dal 20 dicembre 2013

Torino, Armeria Reale

Frutto della collaborazione tra Soprintendenza per i Beni storici e artistici e Soprintendenza per i Beni archeologici la doppia esposizione, nello spazio prezioso e raccolto della Sala del Medagliere, mostra al pubblico alcuni significativi esempi di medaglie celebrative e vasi antichi da collezione.
Nelle vetrine laterali della Sala è esposta una parte della ricchissima collezione di medaglie, monete e sigilli raccolta da Carlo Alberto: il percorso proposto è dedicato ad alcune tra le più interessanti e importanti figure di signori del Rinascimento italiano, letti attraverso le medaglie celebrative gettate da celebri scultori e incisori: la celebrazione dinastica, che si veste spesso di simboli ed allegorie classiche, si esprime in forme raffinate grazie a Pisanello, a Matteo de’ Pasti, a Sperindio da Mantova a Gian Cristoforo Romano e a Bertoldo di Giovanni. I ritratti di Ludovico II e Francesco II Gonzaga, di Lionello, Ercole e Isabella d’Este, di Lorenzo de’ Medici, di Sigismondo Pandolfo Malatesta evocano lo splendore culturale delle corti italiane fra XV e XVI secolo. 
Tra le medaglie, tutte di straordinaria qualità, si segnalano quella con il ritratto di Isotta degli Atti, opera di Matteo de’ Pasti, e quella di Pisanello con il profilo di Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini e di Fano, suo sposo. 
Con un ideale immedesimarsi nella volontà di Pelagio Palagi (1775-1860), nell’ottica di un collezionismo ricercato, attento alla qualità e all’estetica, tra i vasi delle collezioni conservati nei depositi del Museo di Antichità sono stati selezionati dieci esemplari di fattura eccellente, di grandi dimensioni e con decorazioni figurate tali da essere ben apprezzabili nella nuova collocazione nei raffinati armadi progettati dall’artista.
Nell’intento di offrire, inoltre, un’idea di collezione completa e particolareggiata, i vasi scelti appartengono a produzioni e hanno forme e provenienze diversificate. Due anfore a figure nere da Chiusi, acquistate dal direttore del Museo di Antichità Ariodante Fabretti nel 1873, e un cratere a campana a figure rosse di provenienza sconosciuta, dalle vecchie collezioni archeologiche dell’allora Regio Museo dell’Università, offrono uno  sguardo sulle produzioni attiche tra VI e IV secolo a.C.;  due crateri a campana, uno skyphos e due pelikai, tutti parte della collezione di Luigi Moschini acquistata da re Carlo Felice nel 1828, consentono una panoramica sull’ampia produzione a figure rosse apula del IV secolo a.C. e si confrontano con le due grandi anfore di tipo panatenaico, ancora delle “vecchie collezioni”, esempi della produzione  figurata lucana del terzo quarto del secolo. 


L'ingresso all'Armeria Reale è dalla biglietteria del Polo Reale a Palazzo Reale, con orario dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.30 (la biglietteria chiude alle 18), chiuso il lunedì.

 

 


 

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