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Casimiro Teja - Sulla vetta dell'umorismo

CASIMIRO TEJA

Sulla vetta dell’umorismo


3 ottobre – 16 novembre 2013

Archivio di Stato di Torino

 

Il “principe dei caricaturisti”, Casimiro Teja, che visse e lavorò a Torino nella seconda metà dell’800, torna in città con una mostra dei disegni pubblicati sul “Fischietto” e sul “Pasquino” nel periodo dell’unità d’Italia e della nascita del Cai.

Nella mostra, curata dai disegnatori torinesi Dino Aloi e Claudio Mellana, si potranno ammirare stampe originali, caricature e tavole di illustrazione pubblicate sulle diverse riviste con cui Teja collaborò: “La lanterna magica”, “Le scintille”, “Spirito folletto”, “Il Fischietto” e “Pasquino”. In alcuni si firmava anche Puff.  

Il pezzo forte della mostra è l'album di schizzi inediti (tavole disegnate a matita) recentemente ritrovato da un collezionista ed esposto al pubblico per la prima volta. 

Altri lavori esposti sono reportage giornalistici fatti da Teja per il suo giornale: una sorta di carnets de voyage per immagini. Tra questi spicca il racconto disegnato del viaggio compiuto in Egitto per il taglio dell'istmo di Suez nel novembre 1869 e il Viaggio da Torino a Roma sul trasferimento della capitale del Regno d’Italia da Torino a Firenze e poi a Roma. 

Arricchiscono la mostra i disegni e le vignette realizzate dagli artisti contemporanei di Teja: Camillo, Dalsani, Virginio, Gonin, Caronte, Caramba e Redenti, tutti rappresentati attraverso le loro vignette sul tema della montagna, in onore dei 150 anni del Club Alpino Italiano.

Casimiro Teja, nato a Torino nel 1830, dopo aver collaborato con molti giornali satirici divenne direttore del Pasquino, con cui raggiunse fama nazionale. Dopo la sua scomparsa, avvenuta a Torino nel 1897, i suoi lavori vennero raccolti in un volume con la prefazione di Edmondo De Amicis, distribuito con La Stampa. A Torino, in piazzetta IV Marzo, c’è il monumento a Casimiro Teja. Eseguita dallo scultore Edoardo Rubino nel 1903, l’opera venne inaugurata nel 1904 in corso Cairoli e trasferita nel 1923 nella collocazione attuale. Teja fu ritratto in un altorilievo sotto una copia del busto romano del Pasquino, simbolo della satira politica che diede il nome al giornale per cui Teja lavorò sin dal primo numero e di cui disegnò la testata.

Archivio di Stato

Via Piave 21, Torino

Orario

Lunedì - venerdì ore 10-18

Sabato ore 9-13

Ingresso libero

 

 


 

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