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Gaudenzio Ferrari e Bernardino Lanino - Cartoni e dipinti a confronto

GAUDENZIO FERRARI e BERNARDINO LANINO

Cartoni e dipinti a confronto


18 settembre 2013 – 18 febbraio 2014

Torino, Pinacoteca Albertina

 

“Si può dire che quello sia l’istessa opera, fuorché le tinte”. Così Giovan Battista Armenini scriveva nei suoi Precetti sulla pittura del 1587 riguardo al persuasivo confronto tra cartoni e  dipinti.  Quali rapporti intercorrono nel Cinquecento tra l’artista maggiore e la sua scuola? Come avviene la circolazione dei modelli? Come vengono utilizzati i cartoni in rapporto alle opere pittoriche?

Per rispondere a questi affascinanti interrogativi si è voluto qui proporre un esempio emblematico mettendo a confronto prove grafiche e opere dipinte di Gaudenzio Ferrari e Bernardino Lanino, protagonisti del Cinquecento piemontese e non solo”. ha spiegato la direttrice della Galleria Sabauda di Torino Annamaria Bava. “Le due pale con il Compianto di Cristo morto di Gaudenzio e Lanino, di proprietà della Galleria Sabauda, vengono esposte a diretto confronto tra loro e con il cartone laniniano dell’Accademia Albertina di analogo soggetto, nella sala che ospita l’importante nucleo di cartoni di Gaudenzio e della sua scuola, una delle raccolte più prestigiose al mondo di disegni rinascimentali e manieristici”.

Il nucleo di cartoni dell’Albertina, riferiti tutti a dipinti su tavola identificati, ci aiuta a comprendere il funzionamento delle botteghe artistiche cinquecentesche. Il cartone, così chiamato per via delle dimensioni della carta, serviva alla traduzione del disegno sulla tavola o tela. Possedeva in genere le stesse misure e lo stesso formato del dipinto da riportare, nella fase esecutiva, sul supporto, costituito da muro, tavola o tela. Di questo complesso gioco di rimandi e di scambi tra artisti e botteghe le opere esposte per questa occasione offrono una straordinaria testimonianza, attestando la rapida circolazione dei disegni fra gli artisti gaudenziani e la fortuna di alcuni schemi compositivi e iconografici, la cui ripetitività è da interpretare anche come indice di una forma di protezionismo pittorico da parte dei committenti del tempo. 

Il programma delle iniziative di raccordo tra le collezioni della Pinacoteca e quelle dei musei statali del Piemonte vede nella Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte (Soprintendente Edith Gabrielli) la sede naturale per la sua progettazione, in costante cooperazione con i responsabili della Pinacoteca Albertina e con il coordinamento della funzionaria della Soprintendenza responsabile per la Pinacoteca Albertina Paola Nicita. L'intenzione è di offrire sempre a chi visiterà la Pinacoteca Albertina non solo la sua collezione ma anche un'occasione per  fruire degli studi che Soprintendenze e Accademia svolgeranno sui rapporti tra i loro diversi patrimoni.

Il biglietto d'accesso al Polo Reale di Torino permette l'accesso alla Pinacoteca Albertina e può essere utilizzato per l'ingresso alla Pinacoteca anche il giorno successivo al suo acquisto. Questo allo scopo di facilitare la fruizione da parte del visitatore dell'intero percorso, in particolare per quanto si riferisce alla giornata del lunedì che vede chiusi, per riposo settimanale, molti musei della Città mentre la Pinacoteca Albertina resta aperta.

 


 

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