RENÉ BURRI
Jean Tinguely
A cura di Lorenza Bravetta e Maria Centonze
HARRY GRUYAERT e NICUS LUCÀ
Dimenticare a memoria
A cura di Maria Centonze
6 marzo – 5 maggio 2013
Torino, Fondazione Merz
Prosegue la collaborazione tra la Fondazione Merz e l’agenzia Magnum Photos, iniziata nel 2012 con la mostra di Josef Koudelka.
Le mostre si soffermano proprio su questa vicinanza tra artista e fotografo; René Burri cattura l’essenza e la spontaneità dello scultore svizzero Jean Tinguely attraverso una serie di scatti realizzati tra il 1967 e il 1991, mentre Harry Gruyaert racconta la valle millenaria della regione del Tafilalt in Marocco, luogo dal quale l’artista Nicus Lucà ricava le pietre fossili con cui realizza i libri-sculture in mostra.
La mostra di Burri, allestita al piano terra, raccoglie 122 scatti in bianco e nero e a colori realizzate dal fotografo svizzero all’artista nell’arco di un ventennio. Burri osserva l’amico al lavoro nel suo studio, durante la realizzazione della scultura monumentale Le Cyclop vicino a Parigi, durante l’allestimento dei suoi lavori all’Esposizione Internazionale di Montreal, a Basilea e a Venezia. La serie fotografica si spinge oltre i confini dell’immagine ufficiale per catturare, con la disponibilità e complicità del soggetto fotografico, l’essenza, la personalità e la creatività dell’artista.
Al piano interrato la mostra Dimenticare a Memoria presenta i lavori del fotografo belga Harry Gruyaert e dell’artista torinese Nicus Lucà. I 12 scatti a colori di Gruyaert realizzati in Marocco, nella regione del Tafilalt, trasportano l’osservatore in atmosfere inconsuete e misteriose; le foto di paesaggi naturali, di città adagiate sulle montagne, ma anche di esseri umani, somigliano a dipinti nei quali la luce e il colore entrano nello spazio per sottolineare i soggetti.
Nicus Lucà realizza una biblioteca di 150 volumi tagliati in pietra fossile proveniente proprio dalla regione del Tafilalt, nel sud-est del Marocco, il più grande giacimento di fossili risalente al Paleozoico del Nord Africa, e incisi con titoli di libri celebri. L’artista ruba agli scrittori la loro opera, si appropria delle loro parole che imprigiona per sempre in questa pietra millenaria che è una pittura di varietà infinita creata dal tempo e formata quando ancora la scrittura non esisteva. Ogni volume diventa una scultura che il visitatore può toccare, leggere e immaginare.

Fondazione Merz
Via Limone 24, Torino
Orario
Martedì – domenica ore 11-19
Biglietti
Intero 5 euro, ridotto 3,50 euro (studenti, gruppi organizzati min. 10 persone), gratuito per minori di 10 e maggiori di 65 anni, disabili e ogni prima domenica del mese
Info
Tel. 011 19719437, www.fondazionemerz.org