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Il Bugiardo di Goldoni al Gobetti

IL BUGIARDO

di Carlo Goldoni


19, 20, 21 febbraio 2013
Torino, Teatro Gobetti


Cast

Enrico Dusio  Lelio

Elena Ferrari  Beatrice, Colombina

Elisa Galvagno  Rosaura, Cleonice

Gianluca Gambino  Florino, Pantalone

Raffaele Musella  Arlecchino, Brighella


riduzione ed elaborazione drammaturgica:  Emiliano Poddi

musiche a cura di Carlo Roncaglia

scene e costumi: Bettina Colombo

luci e fonica: Donato Merz

direttore di allestimento: Giacomo Cuppari

organizzazione: Valentina Pollani


Regia di  Carlo Roncaglia


Locandina dello spettacoloLelio, figlio di Pantalone, torna a Venezia da Napoli, città in cui è cresciuto seguendo l’impulso a vivere una continua avventura, affidandosi al suo estro di bugiardo impenitente. Capita subito nel pieno di una serenata che Florindo, amante timido, rivolge segretamente a Rosaura, mentre insieme alla sorella Beatrice sta sul terrazzino di casa. Senza indugio Lelio, assistito dal servo Arlecchino, si fa avanti, attirando l’attenzione delle figlie del Dottore e attribuendosi il merito dell’omaggio canoro. Da questo momento in poi inizia un rutilante gioco di “spiritose invenzioni”, come il fantasioso protagonista definisce le sue menzogne: s’inventa un’identità ammantata di ricchezze e nobiltà, si dichiara un cavaliere napoletano invaghito di Rosaura, si finge un amico di se stesso con il padre, si vanta di aver goduto i favori delle sorelle con il severo Ottavio, amante di Beatrice. Anche quando à smentito dai fatti, non si perde d’animo e cambia con sollecitudine identità e storia, riuscendo comunque convincente. Quando le esagerazioni raggiungono un livello insopportabile d’immoralità, è scacciato dal padre e da tutti gli altri, mentre sul filo della convezione teatrale si ricompongono le coppie di innamorati.

Il Bugiardo è certamente una  commedia, piena di gag e di trovate comiche. Gli equivoci però non sono voluti da un Fato capriccioso e beffardo; sono il risultato di una patologia tutta umana. Lelio, con le sue spiritose invenzioni, innesca un meccanismo perverso e inesorabile che lo porterà alla rovina, all’allontanamento dalla società in cui tenta – disperatamente – di inserirsi. Lelio è uno sbruffone e un bugiardo ma è sostanzialmente un disadattato, vittima di una società profondamente malata, sclerotizzata. Un padre assente fin dalla sua giovinezza, un essere umano dimenticato da tutti.  Stritolato dalle convenzioni, Lelio, tenta di liberarsene con ogni mezzo. Ma è tutto inutile. Lelio è vittima del mondo. Ruota intorno a questa figura tragicomica una galleria di personaggi inconsapevolmente crudeli, avidi, sospettosi, creduloni. Il malessere e la paura serpeggia tra le battute frizzanti. In un continuo e inesorabile scambio di ruoli, cinque attori danno vita ai 14 personaggi della commedia goldoniana. Questa costante trasformazione imprime alla pièce un nuovo ritmo che pur mantenendo ben leggibile la trama, amplifica il senso stesso del testo in un gioco di specchi in cui la finzione teatrale moltiplica le caratteristiche del protagonista. Le vere protagoniste sono però, alla fine, le convenzioni, le ipocrisie e le “maschere” di una società che ancora oggi non lascia via di scampo.  L'allestimento intende creare uno spettacolo profondamente popolare – nel senso più nobile del termine.  Le musiche si ispirano al repertorio dell’epoca di Goldoni e sono arrangiate per banda con sconfinamenti nel jazz, nel pop, nel rap… la contaminazione è qui una scelta ben precisa che si inserisce alla perfezione nella moderna lettura del testo. I musicisti interagiscono sulla scena accanto agli attori, diventando essi stessi personaggi della commedia.  
L'Accademia dei Folli interpreta un classico della commedia goldoniana in maniera ironica e stravagante, proponendone una rilettura in chiave moderna e con un taglio volutamente in bilico tra passato e presente che mescola le carte giocando con costumi, luci e allestimenti, creando accostamenti paradossali. La contaminazione tra classico e contemporaneo è presente anche nelle musiche, ispirate al repertorio dell'epoca di Goldoni ma riarrangiate da Carlo Roncaglia con sconfinamenti nel jazz, nel pop e nel rap. 

Tetro Gobetti

Via Rossini, 8, Torino

Biglietti

Intero 13 euro, ridotto 10 euro

Info e prenotazioni

Assemblea Teatro

tel. 011 3042808

www.assembleateatro.it


 


 

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