Testata Piemonte-Magazine.it
Versione Italiana del Sito Versione Inglese del Sito Logo Archivio Piemonte Mese

Segnala questo articolo

Un tram che si chiama desiderio

UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO

di Tennessee Williams


12 - 24 febbraio 2013

Torino, Teatro Carignano

 

Un momento dello spettacoloIl dramma è noto al grande pubblico grazie alla pellicola di Elia Kazan di cui furono protagonisti Marlon Brando e Vivien Leigh. L’allestimento proposto da Antonio Latella, la cui attività si divide tra Italia e Germania e che di recente ha fondato la compagnia Stabile/Mobile, segna la prima collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione e si colloca nell’ambito della sua ricerca sull’America, già fonte d’ispirazione del ciclo “Francamente me ne infischio”, work in progress in cinque episodi ispirati a Via col Vento.

 Il testo racconta la via crucis di una donna segnata da un trauma che l’ha fatta scivolare nel baratro dell’alcolismo e della ninfomania. Ultima erede di una potente famiglia caduta in rovina, Blanche è costretta ad abbandonare la città in cui è cresciuta nella ricchezza e negli agi per sfuggire ai debiti. È cosi che arriva a New Orleans, dove la sorella Stella vive con il marito Stanley, un giovane immigrato polacco dai modi burberi e violenti. In una casa fatiscente la coppia conduce un’esistenza felice anche se estremamente povera, lontana dalle sofisticatezze aristocratiche di Blanche.

La sua presenza scatena fin da subito tensioni e conflitti che spezzano il suo già fragile equilibrio. Naufragata la speranza di sposare Mitch, un amico di Stanley, subisce la violenza del cognato e ripiega nella pazzia come atto estremo di salvezza. “Ho capovolto la storia, scrive Latella,  concentrandomi sulla scena finale in cui Blanche si abbandona al medico che la allontana dalla casa. Da questa prospettiva lei rivive l’intera vicenda a ritroso come in una seduta di analisi. Gli spettatori vedranno quindi l’intero dramma accadere nella testa di Blanche, come se si trattasse della memoria di una vicenda filtrata dai suoi occhi. Credo che da questa prospettiva il testo possa assumere una dimensione contemporanea: la sua mente diventa il luogo dell’azione, lo spazio scenico”.

Un tram che si chiama desiderio  è la fotografia di un conflitto tra due mondi inconciliabili: l’uno, aristocratico e decadente che si ostina a vivere nell’illusione di un passato glorioso; l’altro, proletario e rampante che cavalca con fierezza il sogno americano, il tutto all’interno di una società in pieno mutamento all’indomani della Seconda guerra mondiale.

Spettacolo con scene di nudo

Recite

Martedì e giovedì ore 19:30;  mercoledì, venerdì e sabato ore 20:45; domenica ore 15:30. Lunedì riposo

Biglietti

Settore A 34 euro, settore B 28 euro

Nei giorni di recita è possibile acquistare i biglietti alla cassa del teatro un’ora prima dell’inizio dello spettacolo

Info

www.teatrostabiletorino.it 

 

 


 

CERCA NEGLI ARTICOLI
Ci sono 2040 articoli

Una storia di cioccolato - C'era una volta la Venchi Unica

La Tana del Coniglio

LVIA, La cooperazione internazionale dei Bogianen

Insieme - Le Finestre di Aime e le Stagioni di Challier

Artsite - Arte attuale al Castello di Buronzo

Private Eye

American Way of Life - From the Seventies

Scorsese

MonfortinJazz 2013

Tones on the Stones 2013

Studi Aperti 2013

Viaggio senza responsabilità - Personale di Vito Boggeri

SituAzioni1 - FotograficaMente

Terra di Sicilia, mare di Napoli

Paesaggi mirati - Rassegna di architettura del paesaggio

Kappa Futur Festival - Torino Summer Music Festival

Jazz Around the Clock 2013

Itinerari di un re

Le iris tra botanica e storia

Mappamondo 2.0 - Culture di viaggio, culture in viaggio


Articoli 941-960|961-980|981-1000|1001-1020|1021-1040