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Qui/Altrove - Personale di Carin Grudda

QUI ⁄ ALTROVE

Personale di Carin Grudda


24 Novembre – 22 Dicembre 2012

Pinerolo, Galleria Losano

 

La mostra propone con oli, sculture e grafica preparati per questa prima tappa Qui… a Pinerolo, ma anche Altrove, in un fantastico “viaggio tra i mondi”. Un viaggio simbolico attraverso il linguaggio astratto-figurativo, una ricerca che parte dal Dada, dall’action painting di pollockiana memoria, dall’art brut e da tutti i comportamenti che rimandano alla sacralità del gioco, al segno selvaggio e liberatorio del bambino fino all’impronta essenziale e misteriosa dei riti arcaici. Come scrive Caprile, sono opere coinvolgenti dal punto di vista cromatico, concettuale ed emozionale, ci permettono di riannodare i fili della sensibilità genuina e della stupefazione immediata.

Le opere in mostra sono tele ad olio di grande formato dove fiabeschi soggetti vestono i panni di una realtà scandita per allegorie; tavole bruciate e frammenti di legno recuperato ricchi di lesioni e profondi segni del tempo, che l'artista ritocca o evidenzia con vivaci strati di colore e objets trouvés. Non mancano le grandi incisioni a puntasecca e le sculture in bronzo.

Carin Grudda è nata nel 1953 a Gudensberg, vicino Kassel in Germania. I suoi studi, fino alla maturità del 1972, sono costantemente affiancati dall'esperienza della Dokumenta. In seguito si iscrive al corso di laurea  in storia dell’arte e filosofia all’Università di Giessen, dove affronta in modo particolare il tema del rapporto tra dadaismo e filosofia. Un soggiorno a Villa Massimo a Roma (1980) e un tirocinio presso la sede spagnola dell’emittente televisiva statale tedesca a Madrid la introducono quasi immediatamente alla vita professionale artistica. Nel decennio successivo, fino ai primi anni novanta, Grudda vive e lavora come libera professionista a Francoforte. I suoi temi sono il gioco e le sue strutture, il caso e il concetto di accidentalità dell’accadere. Una borsa di studio a Miami nel 1991 la avvicina ai group-paintings, grandi quadri composti da parti autonome di diverse dimensioni che si combinano per formare un unico organismo. Nel 1993 si trasferisce a Ingelheim per dedicarsi esclusivamente all'arte, ed anche nelle sue incisioni ritroviamo il rapporto fra singole parti e insieme organico. Grazie a una borsa di studio per incisione a Lipsia, Carin Grudda comincia ad appropriarsi della tecnica della puntasecca, che in seguito elaborerà in un modo personale e che continua ad utilizzare ancora oggi. Dopo aver gettato le lastre d’incisione sul suolo del luogo dove lavora, ne rileva i segni lasciati sulla lastra dal manto d’asfalto o dai sassi, per interpretarli successivamente con il suo linguaggio astratto-figurativo. Questi protocolli conservano  la memoria del proprio processo di nascita artistica, rendendolo visibile. Ciò accade anche per i quadri ad olio, dove Carin Grudda rappresenta l'essere in cammino, in quanto condizione dell’io nel tempo e in quanto processo del divenire a cui siamo sottoposti continuamente. Queste incisioni si uniscono infine in un corpus di quadri di grandi dimensioni, come Il protocollo di un viaggio per le ferrovie tedesche (2002) o l’installazione d’arte a muro Caccia alla pecora (2005). Nel 1998, durante l’assegnazione di un premio d’arte in Italia, conosce la fonderia artistica Caporrella di Roma, da cui viene invitata a realizzare una scultura in bronzo per la Fondazione Vittorio Caporrella. Negli anni a seguire nascono i grandi bronzi Pegaso, Cerbero, La grande donna, Blu-miagolio. Parallelamente si dedica anche a lavori di impronta più concettuale come Il cerchio degli alberi, che vince il premio per la cultura della città di Imperia), Le tre grazie, La quercia di beuys no. 115, la porta di bronzo Infra , la Scala a pioli. Negli ultimi anni Novanta cresce il suo rapporto con la scultura e cambiano i materiali: vecchi tavoli da lavoro, oggetti di recupero, porte, finestre. Spesso sono aggiunti elementi in bronzo chiamati a raccontare ulteriori storie: uccelli, rane, corone, caramelle, piccoli legni colorati con fili di canapa. L’intenso rapporto che nasce in Italia con la scultura in bronzo, insieme allo spostamento del proprio centro di lavoro, spinge Grudda all’inizio dell’anno 2001 a trasferirsi in Liguria, dove vive tuttora. Carin Grudda è stata selezionata per partecipare all'edizione 2011 della Biennale di Venezia.

Galleria Losano Associazione Arte e Cultura

Via Savoia 33, Pinerolo 

Orario

Martedì – venerdì ore 16-19

Sabato e festivi ore 10-12, 16-19

Lunedì chiuso

Info

Tel. 0121 74059

Ingresso libero

 

 


 

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