TIZIANO AD ALBA
Il restauro del “Martirio di San Lorenzo”
Fno a fine 2012
Alba, Palazzo Banca d'Alba
Il Martirio di San Lorenzo della chiesa dei Gesuiti a Venezia, capolavoro di Tiziano, è stato "adottato" dalla Banca d'Alba che lo ha affidato per il restauro al laboratorio di Nicola Restauri di Aramengo, nell'Astigiano.
Per importanza dell'opera (tra le fondamentali nella produzione del maestro veneto), per le dimensioni (la pala misura quasi 5 metri d'altezza) e per la complessità d'intervento, si tratta di uno degli interventi di restauro tra i più complessi e importanti in corso attualmente in Italia su pale d'altare di epoca rinascimentale. La scelta della Banca d'Alba di farsi carico del recupero dell'imponente tela è un omaggio al Santo raffigurato, Lorenzo, patrono d'Alba.
Il Martirio di San Lorenzo è giunto nel laboratorio di Aramengo nel settembre del 2011, dopo che l'opera è stata esposta per qualche tempo nella sede della Banca d'Alba così com'era. Parallelamente all'esposizione, gli esperti del Laboratorio, in accordo con i tecnici della Soprintendenza veneziana, hanno messo a punto gli ultimi dettagli del protocollo di intervento.
Le successive analisi di laboratorio hanno confermato i notevoli problemi conservativi dell'opera di Tiziano. Che la pala fosse in stato di sofferenza era ben noto. Già durante l'Ottocento si era rivelato necessario ricorrere a pesanti restauri, ripetuti poi nei decenni successivi. Oggi il dipinto mostra vistose alterazioni di colore in corrispondenza delle vecchie integrazioni, numerose macchie, ingiallimenti, ossidazioni, colature e prosciughi, tanto da rendere quasi impossibile percepire la straordinaria bellezza e originalità del capolavoro del Vecellio.
Il Martirio di San Lorenzo è stato creato tra il 1546 e il 1559 da un artista ormai celebre in tutta Europa, e rappresenta una svolta nella pittura del Tiziano, per l'impostazione e per la scelta cromatica, lontanissime dai capolavori dei decenni precedenti, e per l'iconografia. La composizione non è più nitida e serena, ma una scena convulsa, drammatica, spettrale in cui nulla conserva contorni precisi e tutto è mosso, sgranato, incerto.
Il Santo vi è raffigurato disteso sulla graticola, in attesa di subire il martirio, avvenuto a Roma nell'anno 258, il 10 agosto appunto. Il fuoco avvampa sotto il corpo vivo di Lorenzo, attizzato da un uomo ripreso di spalle. Attorno a lui i carnefici e alle loro spalle un tempio in stile corinzio e l'effigie di una divinità pagana. Il tutto nel buio di una notte appena rischiarata dalle fiamme sotto la graticola e da un torcia innalzata forse dai carnefici.
La scelta di una rappresentazione notturna consente al maestro di scardinare, attraverso sciabolate di luce, l'ordine prospettico, accendendo fiammate di colore in un vortice visivo in cui brucia ogni certezza del classicismo.
Il capolavoro è stato minuziosamente studiato dagli esperti, dai microscopi e dagli apparecchi a raggi ultravioletti, radiografato. Tutta questa mole di documentazione ha consentito, oltre che di capire molto della genesi e delle vicende del capolavoro tizianesco, di definire una precisa strategia di intervento, passo passo concordata tra la Direzione dei lavori, affidata a Claudia Cremonini della Soprintendenza di Venezia, affiancata dalla restauratrice Gloria Tranquilli, coadiuvate da una equipe tecnica.
Palazzo Banca d'Alba
Via Cavour 4, Alba
Orario
Lunedì, giovedì e venerdì ore 15-18:30
Sabato e domenica ore 10:30-12:30, 15-19
Info
Tel. 0173 362958
Prenotazione visite guidate
Tel. 0173 363480, mail: itinera@piemonteitinera.net