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Piero Gilardi - Effetti collaborativi 1963-1985

 

PIERO GILARDI
Effetti collaborativi 1963-1985


31 marzo – 13 maggio 2012
Castello di Rivoli  Piero Gilardi - Zucche, 1967La mostra che il Castello di Rivoli dedica a Piero Gilardi è il quarto episodio del progetto “Le scatole viventi” e si concentra sui primi ventidue anni di attività dell’artista torinese, dai primi “tappeti-natura”, opere che gli procurarono un notevole successo internazionale negli anni Sessanta, fino ad un’ampia serie di documenti che illustrano la sua decisione di uscire dal sistema dell’arte per dedicarsi prima ad un’attività di volontariato “creativo” all’interno di un ospedale psichiatrico e poi alla militanza politica e sociale. Come scrive Andrea Bellini, curatore della mostra, “Piero Gilardi, attraverso la sue azioni collettive e la sua produzione saggistica incentrata sulla questione delle relazioni umane e sul rapporto tra arte e società, può essere considerato il vero precursore della cosiddetta arte relazionale, cioè di quella tendenza artistica sviluppatasi negli anni Novanta che ha cercato di trasformare le opere d’arte in occasione di coinvolgimento umano”.
Figura irregolare del panorama artistico italiano, Gilardi (nato a Torino nel 1942) sfiora prima le tematiche Pop con i tappeti-natura, poi partecipa attivamente alla nascita del movimento dell’Arte Povera, senza mai identificarsi in un gruppo artistico preciso. Il rifiuto radicale di considerare l’opera d’arte come un bene di consumo lo porta, a cavallo degli anni Settanta, ad abbandonare qualsiasi produzione oggettuale, per un coinvolgimento diretto nel sociale. Come pochi altri artisti, Piero Gilardi è mosso dalla convinzione assoluta che l’arte possa cambiare la vita delle persone e che debba partecipare alla trasformazione della società, migliorando così l’ambiente in cui viviamo.
Il progetto espositivo comprende una rassegna filologica delle prime opere dell’artista torinese, dalla Macchina per discorrere (1963), al Vestito stato d’animo (1964), per passare alle opere in poliuretano come Igloo e Trilite spezzato (1964), fino ad alcuni celebri tappeti-natura, tra cui ricordiamo Mais e Torrente secco (1967). Accanto a queste opere i visitatori potranno scoprire per la prima volta una straordinaria serie di documenti, disegni originali, scritti autografi, progetti per manifesti, filmati di manifestazioni politiche e di azioni collettive. Questa complessa documentazione non ricostruisce semplicemente la storia dell’artista, ma finisce per delineare un pezzo importante della storia recente del nostro Paese.
La mostra si chiude con il progetto “Le scatole viventi”: le opere, parte delle quali appartenenti alla collezione del Museo, dialogano con la mostra in corso suggerendo legami inediti e connessioni tra personalità spesso molto diverse tra loro. In questo caso è stato lo stesso Gilardi a scegliere le opere da esporre, tutte realizzate da artisti con i quali ha avuto stretti rapporti di collaborazione nel corso degli ultimi cinquant’anni: Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio, Claes Oldenburg, Richard Long, Jun Tacita, Michel Blazy ed Eduardo Kac.
Nel settembre 2012 la mostra sarà presentata al Van Abbemuseum di Eindhoven e successivamente, nel gennaio 2013, al Nottingham Contemporary, Nottingham.
 

Info
Tel. 011 9565209 – 211
www.castellodirivoli.org

 


 

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