FREUD - REMBRANDT
Incisioni
Fino al 13 maggio 2012
Monforte d'Alba, Fondazione Bottari Lattes
Dipingere corpi avvizziti, dare risalto alle impietose rughe del viso, ritrarre nudi in cui la carne emerge in tutta la sua tragicità. A distanza di quattro secoli l’uno dall’altro, il pittore britannico Lucian Freud (1922-2011) e il maestro olandese Rembrandt Harmenszoon van Rijn (1606-1669) sono affiancati in un confronto estetico.

Venti incisioni (dieci per ciascun autore) provenienti da collezioni private e di particolare rarità illustrano come i due pittori abbiano affrontato la figura umana con grande potenza di linguaggio, con uno sguardo lontano dal lirismo accademico e un approccio realistico, quotidiano e carnale, senza timore di rappresentare le caratteristiche più crude dei corpi e dei volti maschili e femminili. Nella maggior parte delle loro acqueforti i volti e le figure sono sottratti a ogni contesto domestico, in contrapposizione con i ritratti e i nudi ideali della tradizione classica.
Tra i più importanti pittori e incisori della storia dell’arte mondiale, maestro dei chiaroscuri, Rembrandt ha saputo tratteggiare personalità, espressioni, atteggiamenti, costumi. E ha saputo cogliere con occhio moderno e anticonformista il tempo che scorre sull’uomo, senza mai negare dignità alla senilità. È il trionfo del particolare, della tecnica e di un raffinato linguaggio figurativo e incisorio innovativo, portatore di intensità emozionale e rivoluzionaria.
Circa trecento le acqueforti da lui realizzate. In esposizione a Monforte esemplari particolarmente pregevoli per la qualità della stampa. “Negli ultimi anni della sua esistenza, spiega il curatore Vincenzo Gatti, Rembrandt si trova veramente in una dimensione artistica al di fuori del tempo. Le forme si sfaldano sotto i colpi della luce, l'umanità potente e dolente dei ritratti tocca i vertici assoluti dell'introspezione psicologica. Di lui rimane un corpus di oltre trecento acqueforti che eguagliano e compendiano, per l'originalità, l'invenzione, l'abbagliante modernità, la sua opera pittorica”.
Tra le incisioni in esposizione Studio di nudo maschile (1646, acquaforte); Ritratto di Clement de Jonghe (1651, acquaforte, puntasecca e bulino); Nudo di schiena disteso in ombra (1658, acquaforte, puntasecca e bulino).
Il più grande pittore figurativo contemporaneo era considerato da molti Lucian Freud, scomparso lo scorso anno all’età di 88 anni. Molto apprezzato dal mercato, anche nei ritratti di personaggi ricchi e famosi (come la Regina Elisabetta II o la modella Kate Moss) indaga il corpo e il volto con occhio feroce e morbosamente indagatore, svelando il disfacimento della carne, evidenziano i segni che l’esistenza lascia sui corpi umani e cercando di esprimere tutta la fisicità della materia di cui è fatto l’essere umano. “Freud torna all'incisione nel 1982, spiega Gatti, dopo oltre trent'anni dai primi lavori: ora l'acquaforte è vista come prolungamento della pittura. In essa trasferisce molta della potenza espressiva dei dipinti, spesso precedendo in essa la stesura del quadro di analogo soggetto”.
Le acqueforti esposte includono Ragazza bionda (1985); Ragazza che si regge il piede (1985); La madre (1982).
La mostra è realizzata con il contributo della Galleria Ceribelli di Bergamo.
Fondazione Bottari Lattes
Via Marconi 16, Monforte d’Alba
Orario
Da lunedì a venerdì ore 14:30-17, sabato e domenica ore 14:30-18:30
Ingresso gratuito