BARAGGIA, BESSA E BURCINA
Tre libri, una mostra
I parchi nelle foto di Fabrizio Lava
fino al 25 marzo 2012
Torino, Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino
La mostra riunisce in un solo evento i reportage fotografici di Fabrizio Lava sui parchi biellesi. Immagini di grande impatto raccontano tre realtà paesaggistiche uniche: la Baraggia, la Bessa e la Burcina.
Quello dedicato alla Baraggia è forse il primo reportage sui parchi: risale infatti al 1992 e pochi mesi fa è stato arricchito con nuove immagini. L’occhio di Fabrizio Lava, è andato a caccia di nuovi scorsi e nuove letture di quel contesto naturalistico così particolare a cui spesso affianchiamo l’immagine della savana: qui la Natura, a pochi passi dalla città e dal progresso, continua ad avere il controllo sul territorio e sull’ambiente, esprimendo nel volgere delle stagioni la stessa forza primordiale.
Le fioriture coloratissime della Burcina, fotografata seguendo il corso delle stagioni, l’hanno resa uno dei simboli del nostro territorio, regina incontrastata di questa e molte altre aree del biellese. Il carattere paesaggistico del Parco prevale su quello meramente naturalistico, a cominciare dalla composizione della sua flora, in larga misura esotica, che corrisponde ai canoni botanici del giardino inglese. Non è solo l’enorme varietà delle sue specie a rendere la Burcina un giardino pittoresco ed affascinante ma anche la disposizione sul terreno dei singoli elementi.
La Bessa rappresenta un importante patrimonio naturalistico, storico e archeologico, essendo fin dall’antichità un luogo di estrazione aurifera. Alcune foto sono dedicate alle collezioni archeologiche di reperti di epoca romana legati all’attività aurifera e riferibili allo sfruttamento delle miniere d’oro a cielo aperto (aurifodinae): numerose chiavi in ferro o parti di esse sono state rinvenute negli scavi delle abitazioni come indizi della presenza di porte lignee; attrezzi da lavoro tra cui asce, punte di picconi, teste di incudini, punteruoli, grappe per travi in legno e ancora indizi della produzione di degli attrezzi direttamente sul posto come lingotti di piombo e scorie di rame e ferro. Di particolare interesse è la precoce assunzione del costume romano testimoniato attraverso il rinvenimento di stampi per lucerne e di lucerne prodotte in Bessa con ceramiche locali o eporediesi, e manufatti che attestano i commerci con luoghi lontani e i prodotti di importazione come il vino e l’olio dal Salento, accando ai quali spicca un tesoretto di monete d’argento rinvenuto a Riva del Ger e composto da denari e vittoriati. I romani abbandonano la Bessa a circa metà del I sec a.C., dopo averla sfruttata per quasi un secolo, perché ormai il sedimento aurifero si era quasi del tutto esaurito.
Museo Regionale di Scienze Naturali
Via Giolitti 36, Torino
Orario
Tutti i giorni tranne il martedì ore 10-19 10.00 – 19.00
Biglietti
intero5 euro, ridotto 2,50 euro
Visite guidate su prenotazione tel. 011 4326307/6334/6337
Info
n° verde 800 329 329 - tel. +39 011.4326354
www.mrsntorino.it