Testata Piemonte-Magazine.it
Versione Italiana del Sito Versione Inglese del Sito Logo Archivio Piemonte Mese

Segnala questo articolo

Donne e Cotoni

 

 

The Cotton Bird, ovvero: come trasformare abiti smessi e vecchi bottoni in borse di tendenza e oggetti del desiderio


di Valeria Bugni


Al mondo da 27 anni, allo scoperto da quasi due. Donna, influenze berlin-torinesi, formazione economica-umanista con ampie vedute arti/astigiane, urgenza innata di arzigogolare tra ago e filo. Sensibilità ecologica altamente sviluppata: la natura è una delle più grandi risorse e la lotta agli sprechi fa parte delle sfide quotidiane! Cose di cui non posso fare a meno: la fedelissima macchina da cucire della nonna, bottoni, matasse colorate, vecchi abiti o stoffe da reinventare, accessori vintage, viaggi tra Berlino e San Francisco, romantici laghi e la semplicità di un bosco d’autunno. 

Un uccellino di cotone si fa strada nella Torino del vintage chic, con un occhio attento alla borsa: intesa sia come innegabile accessorio dispensatore di divine esaltazioni per circa l’80% delle donne abitanti e compranti dell’universo conosciuto, sia come salvaguardia consapevole del risparmio.

Vale, Nina e Beth. Si presentano così queste ventisettenni torinesi, unite da un’intensa amicizia di lungo corso; nella primavera del 2008 sentono giunta l’ora di costruire qualcosa in comune che vada oltre i meri, seppur vitali, sentimenti che le uniscono, mirando ad un’attività più concreta che possa dar libero sfogo allo slancio creativo di ognuna, in una sinergia di intenti.

Le tre ragazze, laureate e sotto i trent’anni, sfrenata passione per il cucito e per tutto ciò che è colore, si reinventano così sarte in erba, improvvisando laboratori casalinghi tra l’approvazione e un pizzico di incredulità di fidanzati e familiari che, in seguito al crescente entusiasmo del pubblico acquirente, sono sempre più partecipi al progetto; lo stesso, nato da un corso di cucito (di Mariella Barbati, a Torino) e dalla quasi ventennale pratica in casa, va plasmandosi tra le mani (è proprio il caso di dirlo!) delle aspiranti imprenditrici/artigiane.

Ma cosa offre questo marchio (che sarà registrato a breve, dopo le doverose attese burocratiche) nello specifico? Il core business è incentrato su di un particolare elemento distintivo: la versatilità del bottone e il riutilizzo di tessuti, vestiti e deliziosi amennicoli. Maestria, impegno e notti passate tra le stoffe fanno il resto. Da qui rinascono, in perfetta sintonia con l’etica del riciclo, sfiziosi vestiti, borse di variegata fattura che seguono morbide linee a buffetto, borselli, estrose sciarpe ricavate da maniche di camicia, soffici spille, caldi coprispalle e, dulcis in fundo, i colli: innovativi e originali, con l’apertura a strappo, il caldo tessuto in pile e gli immancabili bottoni colorati sono il vero fiore all’occhiello di The Cotton Bird.

L’afflato creativo non manca, né l’impegno per raggiungere una clientela particolarmente attenta al “bello e buono”, sempre più fedele, (la forza del passaparola non ha eguali) e tramite canali diversificati: i mercatini come Extravaganza in piazza Carlo Alberto a Torino, il Mercato del Vintage di Cuneo, Nomaglio, Arona, Chieri; Mercanti per un giorno al Lingotto Fiere, e a Corsico, il Balon, Venaria, Rivarolo, Susa, Rivoli, Pinerolo, Forte di Bard, Coazze, Effetto Vintage, la Festa del Baratto di Eataly con il laboratorio “C’era una volta un cappotto, ora è una borsa” e la mostra permanente presso lo Showroom Entourage di via degli Artisti a Torino. Le vendite online, tramite myspace e il più specifico Etsy (ideale per le vendite artigianali), senza tralasciare gli eventi privati “Cotone e dintorni” per la gioia di amiche e di conoscenti desiderosi di oggetti unici, di qualità, ideati ed elaborati completamente in loco, magari riprendendo un capo di abbigliamento che sarebbe altrimenti condannato all’oblio…

Il cliente tipo: principalmente donna, spesso studentesse universitarie; ma una buona fetta è rappresentata da ultracinquantenni, forse orgogliose e ammirate di queste giovani attente alla tradizione del cucito. 

Le ragazze ammettono che non si sarebbero aspettate un’accoglienza così calorosa da parte del potenziale acquirente, essendo partite senza un obiettivo preciso; molti però, si chiedono spesso dove sia possibile rintracciare facilmente i prodotti (online, sempre), se esista o meno un laboratorio (non ancora, ma è previsto), se si effettuano riparazioni e lavori su misura (certo che sì), mentre Elisabetta, Nina e Valentina tentano di non spaventarsi troppo in un momento storico nel quale si sono ritrovate con tante belle idee in testa e scarsa pecunia in tasca!

A tal proposito, la legge 215/92 “Azioni Positive per l’imprenditoria femminile” rappresenterebbe un’opzione importante: è rivolta infatti a tutte le forme d’impresa che abbiano come comune denominatore una percentuale sufficientemente ampia di donne, che nel caso della Cotton Bird, è un requisito preponderante. Tale legge non è ancora stata assimilata completamente nel novero delle possibilità dalle ragazze, probabilmente per il poco tempo a disposizione da dedicare alle questioni burocratiche. Ma ciò non significa che per il futuro non ci possano essere idee organizzative in serbo: il Mip (Sportello provinciale per la creazione d’impresa) che offre ai potenziali imprenditori un supporto gratuito per far decollare il proprio progetto, è già stato contattato dalle tre promettenti imprenditrici, forse non ancora totalmente consapevoli del  loro talento. I lavori, fra i tanti, sono in fase di avviamento.

La situazione congiunturale è da considerarsi un ostacolo per quanto riguarda le possibilità lavorative di tre neolaureate, ma potrebbe rappresentare l’apertura di un varco per una rotta differente, che calza a pennello con la filosofia della Cotton Bird: un’imprenditoria artigianale equa, con strategia di prezzo onesto e qualità dei prodotti fatti rigorosamente a mano, solidale, con un’attenzione particolare al cliente che trova gratificazione nelle creazioni uniche e personalizzate, altamente ecologica grazie al riciclo di materiali e l’utilizzo di tessuti naturali e/o eco-pelle. Nonché un prodotto romanticamente intriso di antiche tradizioni femminili che non vanno di certo ad intaccare la sempre in ascesa emancipazione, ma, oserei dire, la rafforzano.

Cosa aspettare allora per spiccare il volo? 


 

Questo articolo ha ricevuto una menzione alla III edizione del Premio Piemonte Mese, sezione Cultura e Ambiente, ed è stato pubblicato su Piemonte Mese di giugno 2010, p. 20

 


 



 

 


 

CERCA NEGLI ARTICOLI
Ci sono 2040 articoli

Tomini... elettrici

Il Vernantìn

Miseria e nobiltà. Il Monte dei Pegni di Torino

Toolbox. La cassetta degli attrezzi di Torino

Cultura in altura

Malti e luppoli. Un artigiano della birra a Marentino

Il Tiziano restaurato ad Alba

Ventuno12.com

Notturni nelle Rocche 2012

Mirabilia 2012

Jazzascona 2012

Dall'eternità a qui - Giorno per giorno 2012

L'essenza del fare - Personale di Michelangelo Tallone

Oltre il Muro/Beyond the Wall

Radical City

SLAFF - Social Lab Film Festival

Silvio Vigliaturo - HELP!

Bollywood 2011

Antologica di Marisa Merz

I Colori dell'Amore - rassegna contro l'omofobia