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Dalla Cavalleria alla Musica

 

 

L’antica Scuola Militare ospita dal 2000 l’Accademia della Musica


di Beatrice Dema


È sempre interessante vedere come da un sogno, da una piccola idea si riesca a sviluppare una realtà stabile e soprattutto vera. Ed è assolutamente stimolante osservare quanto anche solo una struttura sia in grado, negli anni, di ravvivare l’ambiente di un’intera cittadina. 

Questa struttura è l’Accademia di Musica di Pinerolo, la cittadina famosa per la Cavalleria. Ed è proprio all’interno della Scuola Militare che il 14 ottobre 2000 viene inaugurata l’Accademia, con l’intento di istituire master per gli studenti più meritevoli e concerti volti a far rifiorire nel Pinerolese l’interesse per la musica. Da questo primo e modesto progetto, però, si è arrivati alla realtà di oggi nella quale vengono accolti studenti da tutto il mondo (si deve sottolineare che ben il 20% degli allievi sono stranieri) e soprattutto con qualsiasi grado di preparazione e qualsiasi età. Alla fine del percorso didattico all’interno dell’Accademia il 70% dei musicisti trova lavoro, mentre il 30% è solitamente costituito da artisti che hanno ancora il desiderio di migliorarsi, continuando così il proprio itinerario di studi.

Ai consueti corsi che si tengono durante tutto l’anno scolastico, l’Accademia è riuscita ad aggiungere corsi estivi che, oltre ad avere come obiettivo l’insegnamento, vogliono diventare anche un luogo d’incontro e scambio culturale. Questo soggiorno-studio, che dal 2000 si tiene a Bardonecchia, ha una durata di due settimane e consiste in una serie di lezioni e contemporaneamente in un Festival. Quest’ultimo, insieme alle Passeggiate Musicali, che prevedono concerti nei luoghi più belli e caratteristici del paesaggio di Bardonecchia, riesce ad unire docenti e alunni in performance che oltre ad essere piacevoli da ascoltare possono rappresentare un momento d’incontro tra gli stessi musicisti. Infatti, una delle caratteristiche principali dell’Accademia e del suo metodo d’insegnamento è il rapporto professore-studente, che si basa sul rispetto reciproco ma anche su un dialogo aperto, in modo da inserire l’alunno nel miglior contesto possibile facilitandogli così l’apprendimento.

Sempre all’interno di questo piccolo grande fulcro di cultura, negli ultimi tre anni sono state svolte attività particolari volte ad entrare in un contesto di novità con l’intenzione di rinnovare l’immagine di Pinerolo. Nell’ottobre 2006 è stata svolta una serie di lezioni sulla tecnica Alexander, che attraverso la musica mira ad alleviare dolori, rigidità e tensione muscolare. Nella continuazione di questo percorso d’innovazione s’inseriscono le conferenze-concerto, come quella avvenuta nell’aprile 2008 dal titolo L’ultima sonata per pianoforte con Giorgio Pestelli, illustre musicologo italiano, o come quella dell’anno precedente, organizzata anche con la partecipazione degli alunni oltre che con gli interventi di Giuseppe Modugno dal titolo Schumann e Brahms.

L’Accademia di Pinerolo, poi, è riuscita negli anni a costruire una tradizione di concerti e iniziative, come il Concorso “Città di Pinerolo” che l’anno prossimo arriverà alla sua sedicesima edizione. Questo concorso, istituito a livello internazionale, accoglie sempre più musicisti da tutto il mondo ed è costituito da  sezioni biennali, all’interno delle quali negli anni dispari la competizione si rivolge ai musicisti da camera, mentre negli anni pari ai pianisti. 

Nel Pinerolese, inoltre, l’Accademia si è resa partecipe di molti eventi di beneficenza in collaborazione con diverse associazioni, quali Lions, Rotary e Rotaract, come per esempio nell’aprile 2008 attraverso l’evento “Inno alla Primavera”, un concerto per voce e pianoforte, in collaborazione con il Lions Club Acaja, o ancora il concerto del 27 novembre 2009 di Pietro De Maria organizzato dal Rotaract Club di Pinerolo. 

Il fatto che l’Accademia di Musica sia ormai giunta ad un livello molto alto nell’ambito musicale e culturale non significa però che non vi siano più progetti e sogni nel cuore di tutti coloro che presero parte a questa avventura anni fa. Da parte del presidente Giorgio Bresso e del direttore artistico Laura Richaud, insieme agli illustri professori e maestri che insegnano in una scuola che ormai è diventata un’istituzione, infatti, c’è sempre l’interesse vivo per le nuove sfide e i nuovi investimenti. Prova di questo è la nascita nell’ottobre scorso dell’Orchestra dell’Accademia, un’orchestra da camera formata quasi interamente da allievi, i quali stanno seguendo un percorso didattico con l’obiettivo di organizzare concerti a partire già dalla prossima primavera.

Che l’Accademia sarebbe diventata un punto fondamentale nell’ambito culturale di Pinerolo era già evidente fin dai suoi esordi, come scrive “L’eco del Chisone” nell’ottobre 2000, a proposito dell’inaugurazione del sabato 14: “La presenza a Pinerolo di un’istituzione simile, infatti, è motivo d’orgoglio per quanti hanno a cuore il destino di un territorio. Un’Accademia è fucina intellettuale e artistica, ma anche crocicchio di umanità, scambi e stimoli”.

L’importanza della presenza di questa struttura all’interno dell’ambiente non solo Pinerolese, ma anche piemontese, infatti, è testimoniata dal vivo interesse del pubblico che partecipa ai concerti organizzati dall’Accademia. È dunque facile capire che il numero di abbonati sia elevato: abbonati accomunati dalla passione per la musica e, perché no, ormai affezionati a quell’aria di serenità presente nelle sale della vecchia Scuola Militare.

È grazie proprio a quest’atmosfera di amore per ciò che si fa, d’impegno per i propri obiettivi e di interesse per lo sviluppo del proprio territorio, che è stato possibile scrivere questo articolo. L’apertura che ha l’Accademia verso tutto quello che ha a che fare con la cultura e con la formazione personale è una caratteristica assolutamente da lodare, e la passione che gli insegnanti e gli allievi mettono nella loro musica è un aspetto che nella realtà di oggi è sempre meno presente. Sicuramente grazie all’Accademia, Pinerolo è riuscita ad ottenere un’ottima immagine agli occhi di qualsiasi visitatore esterno. C’è solo da dire grazie, quindi, a questo piccolo grande sogno che con le sue note di allegria e la sua ventata di novità ha dato la possibilità alla sua cittadina di continuare a sognare e ad amare se stessa.


 

Questo articolo ha ricevuto una menzione speciale alla III edizione del Premio Piemonte Mese, sezione Cultura e Ambiente, ed è stato pubblicato su Piemonte Mese di settembre 2010, p. 12

 

 


 

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