Itinerari sabaudi nella pianura a sud di Torino
di Giulia Vaudagna
Ormai Torino ci ha abituati a stupirci, con poliedriche avventure culturali e sportive che l’hanno via via portata ad essere capitale indiscussa di qualche evento straordinario. Nel 2011 sarà festeggiato il centocinquantenario dell’Unità italiana, e le tre capitali del Regno – Torino, Firenze e Roma – saranno al centro dell’interesse mondiale. La parte del leone dovrebbe farla proprio Torino, per la sua supremazia storica nelle complesse vicende risorgimentali. Anche in questa occasione, la Provincia, rappresentata dai suoi numerosi Comuni, si prepara ad accogliere migliaia di turisti proponendo itinerari differenziati e in grado di soddisfare tutti i palati.
Una interessante esperienza sarà quella che proporranno otto piccole realtà comunali nella fertile pianura a sud di Torino. Legati da secoli da vincoli storici ed artistici, questi otto Comuni si proporranno con le loro peculiarità. Filo conduttore degli eventi sarà chiaramente la grande Storia d’Italia, vista sotto l’aspetto delle tappe di avvicinamento della dinastia sabauda all’unità del Piemonte prima e della penisola poi.
Una associazione, “Progetto Cultura e Turismo”, attiva dal 1998, sta investendo grandi risorse umane per progettare itinerari graditi ai turisti, sempre più esigenti e formati dalla straordinaria esperienza olimpica. Il titolo è “Hinc Fides – Itinerari sabaudi nella pianura a sud di Torino”, dove “Hinc Fides” richiama la scritta inserita nel blasone della città di Carignano, da secoli terra sabauda, fedele alla dinastia nella buona e nella cattiva sorte, tanto da meritare nel 1683 il titolo onorifico di Città e da essere infeudata, nel 1621, a uno dei figli del duca Carlo Emanuele I, quel Tommaso Francesco che combatterà prima al fianco degli spagnoli e poi militerà con i francesi. Tommaso fu anche il primo principe del ramo cadetto dei Savoia-Carignano, destinati, nella persona di Carlo Alberto, prima a succedere a Carlo Felice sul trono di Sardegna e poi a salire sul trono d’Italia con Vittorio Emanuele II.
La storia comune di molti dei borghi che attorniano Carignano ha favorito lo sviluppo di itinerari omogenei, dove arte e cultura, tradizioni e gastronomia si intrecciano, dando vita a percorsi suggestivi, ancora poco noti alla maggior parte dei piemontesi e degli italiani.
La tradizione essenzialmente rurale dei comuni di Carignano, Castagnole Piemonte, Lombriasco, Osasio, Pancalieri, Piobesi Torinese, Vinovo e Virle Piemonte non deve ingannare: nobili ed ecclesiastici hanno lasciato in eredità importanti esempi di arte, tanto che in qualche caso i percorsi hanno ben poco da invidiare alle grandi capitali. Ed anche la storia ha mosso qui dei passi importanti. Infatti Carignano, importante per la sua collocazione dal punto di vista strategico, nel XVII secolo iniziò un cammino di rinnovamento urbanistico che, pur mantenendo alcune espressioni caratteristiche del borgo medievale, ha dato alla Città splendidi monumenti barocchi. Gli architetti che operarono in Carignano poterono esercitare la loro opera anche nei paesi vicini, determinando la nascita di un substrato artistico uniforme.
È quindi possibile scoprire percorsi singolari e itinerari inconsueti all’interno di borghi di antica fondazione che hanno saputo conservare intatta la propria struttura urbana. Palazzi nobiliari, castelli, chiese e cappelle, cortili, vie, vicoli e piazze possono raccontare le vicende quotidiane dei loro abitanti, ma pure narrare episodi della grande Storia: re ed imperatori, papi e vescovi, cavalieri e illustri personaggi qui hanno sostato, lasciando in qualche caso importanti tracce.
Ogni epoca ha lasciato testimonianze degne di nota. Si va dal Medioevo (a Carignano, le belle vie porticate del centro storico; a Piobesi, la straordinaria Pieve di San Giovanni, con i suoi affreschi; a Castagnole, la casa-forte dei Piossasco) al Rinascimento (a Osasio, i delicati affreschi della cappella del cimitero; a Vinovo, il grande castello Della Rovere, con gli affreschi attribuiti alla scuola di Pinturicchio e il cortile con le pregevoli terrecotte); dal Manierismo (a Carignano, la facciata della chiesa di S. Maria delle Grazie) al primo Barocco (le numerose chiese di Carignano, capolavori indiscussi di questo stile artistico, e i palazzi nobiliari; a Virle, il salone del Castello Piossasco; a Pancalieri, i vari edifici religiosi); dal tardo Barocco e Rococò al Neoclassico (il Duomo di Carignano, geniale intuizione dell’architetto Alfieri, e le chiese progettate dall’architetto Vittone, perfetta sintesi tra luce ed architettura; a Castagnole gli altorilievi di Lavy nella chiesa parrocchiale; le decorazioni della chiesa parrocchiale a Lombriasco); fino ad arrivare al Razionalismo del XX secolo (a Carignano, il Nuovo Palazzo comunale). Numerosi anche i segni dell’operosità dell’uomo: dai mulini (a Pancalieri ed Osasio), alle grandi fabbriche del XIX e XX secolo (setifici, manifatture, mattonifici, a Castagnole, Pancalieri, Carignano…). Curioso il Museo della Menta a Pancalieri, che in modo innovativo, tra pannelli, arnesi e profumi racconta di un matrimonio perfetto – anche se fatto di fatica – tra la comunità e le erbe officinali, motore dell’economia locale. E ancora più curioso, ma meritevole di attenzione, il lavoro della antica Società degli Zoccolai, che a Piobesi porta avanti una tradizione vetusta.
Il Progetto “La Città del Principe”, promosso dall’Associazione “Progetto Cultura e Turismo Onlus” e da amministrazioni comunali e privati, è volto allo sviluppo turistico degli otto piccoli centri urbani nella pianura a sud di Torino. La mutazione della domanda turistica si orienta oggi verso forme di “mobilità conoscitiva”, mosse da crescenti bisogni di libertà e di cultura, con il recupero, all’interno della vacanza, di uno spazio fisico di contatto con l’esterno, con l’aria aperta, la memoria delle tradizioni, l’identità e le culture locali. Un turismo quieto, vissuto ai ritmi della passeggiata, della scoperta di luoghi e di tradizioni gastronomiche, ma anche di manifestazioni e curiosità: un turismo, quindi, anche ecocompatibile.
Questo articolo ha ricevuto una menzione speciale alla II edizione del Premio Piemonte Mese, sezione Cultura e Ambiente, ed è stato pubblicato su Piemonte Mese di settembre 2009, p. 18